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In Italia il primo ETF a gestione attiva sulla Cina e che integra i fattori ESG

Scritto il alle 09:36 da Redazione

Doppia quotazione su Borsa Italiana di ETF targati J.P. Morgan Asset Management. le due nuove proposte vanno ad ampliare la gamma degli ETF Research Enhanced Index (REI) Equity (ESG) UCITS, replicanti a gestione attiva concepiti per la parte core dei portafogli. L’obiettivo di questi prodotti è generare ritorni relativi positivi con un rischio contenuto, rappresentano un’alternativa interessante agli investimenti passivi puri. Gli ETF azionari attivi in Europa di JPM vantano 2,5 miliardi di dollari in gestione (al 14/02/22, Bloomberg).
I due nuovi prodotti portati in Italia sono il JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, primo ETF azionario a gestione attiva a livello globale focalizzato sul mercato azionario onshore cinese (azioni di classe A), e il JPM AC Asia Pacific ex Japan Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF che ha come benchmark l’indice MSCI AC Asia Pacific ex Japan. Il Total Expense Ratio deu due ETF è rispettivamente di 40 punti base e di 30 punti base.
Come funzionano le strategie REI
Le strategie REI si basano sulla ricerca proprietaria, dove il team di ricerca di J.P. Morgan Asset Management, composto da oltre 90 analisti fondamentali, fornisce indicazioni specifiche sui titoli ai team di gestione del portafoglio. Utilizzando questo vantaggio informativo i gestori assumono posizioni attive di piccole dimensioni sovrappesando i titoli ritenuti interessanti e sottopesando quelli meno interessanti. Di conseguenza, i portafogli REI di J.P. Morgan Asset Management mantengono le caratteristiche dell’indice.
Più peso alle A-Shares
Laddove gli investimenti passivi potrebbero non essere in grado di mitigare l’impatto dell’elevato turnover del mercato onshore cinese, che comprende i brevi periodi di esuberanza o di pessimismo degli investitori, il nuovo ETF Equity REI di J.P. Morgan Asset Management è progettato per sfruttare queste inefficienze grazie all’ottica di investimento a lungo termine, facendo leva sulla conoscenza del mercato locale, nonché su rigorose valutazioni dei fondamentali e rispetto dei criteri ESG.
“Nonostante la Cina sia una delle economie più grandi e in più rapida crescita del mondo, l’esposizione degli investitori alle azioni cinesi onshore rimane relativamente bassa – spiega Olivier Paquier, Head of ETF Distribution EMEA di J.P. Morgan Asset Management – . Considerando che in media l’esposizione totale sul mercato azionario cinese di un investitore internazionale è attualmente pari al 4,6% del patrimonio complessivo e che gran parte di questa esposizione avviene tramite investimenti su azioni cinesi offshore in strategie azionarie dei mercati emergenti, il nuovo ETF Equity REI di J.P. Morgan Asset Management può aiutare gli investitori a bilanciare il peso delle azioni cinesi nei propri portafogli. Per la prima volta, gli investitori saranno in grado di cogliere le opportunità delle A-shares cinesi grazie a un ETF attivo semplice, facile da negoziare e con un prezzo competitivo”.
Sebbene la Cina rappresenti circa il 33% dell’indice MSCI Emerging Markets, il peso delle A-share cinesi è solo del 5% circa. Tuttavia, sulla scia di quanto già accaduto a Taiwan e in Corea, ci aspettiamo che il peso delle azioni cinesi onshore continui ad aumentare negli indici globali. Paquier pone l’accento poi sul fatto che gli investitori continuano a riconsiderare le proprie attuali allocazioni e questo nuovo ETF attivo “sfrutta la selezione dei titoli bottom-up, la nostra conoscenza locale e una solida ricerca attiva, gestendo al contempo i rischi dell’indice, il tutto all’interno di un rigoroso quadro ESG”. Nel caso delle A-share, dove le informazioni sui criteri ESG in Cina sono spesso disponibili solo in lingua locale, la presenza degli analisti di J.P. Morgan Asset Management che parlano mandarino permette di essere ben posizionati per approfondire i dati e impegnarsi attivamente con il management della società, se necessario.
Il JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF integra la componente sistematica ed esplicita dei fattori ESG, adottata sin dalla fase iniziale del processo decisionale di investimento. Oltre all’integrazione ESG, l’ETF fa anche un ulteriore passaggio nel porre attenzione a questi fattori, applicando uno screening basato su regole e valori. Questo significa che le società coinvolte in alcuni settori, come le armi controverse e il tabacco, sono escluse dal portafoglio. JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF ha come benchmark l’indice MSCI China A.
L’altra novità, il JPM AC Asia Pacific ex Japan Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, ha come benchmark l’indice MSCI AC Asia Pacific ex Japan. “La nostra gamma di ETF azionari a gestione attiva è stata progettata per offrire agli investitori una soluzione efficace in termini di costi, in grado di combinare la selezione attiva dei titoli con la replica passiva all’indice, all’interno di un solido quadro ESG, rendendoli un’opzione interessante per gli investitori alla ricerca di ritorni relativi incrementali sulla loro esposizione azionaria, con un basso rischio attivo. Questi ETF sono strumenti efficienti e flessibili che aiuteranno i nostri clienti a strutturare i portafogli core esistenti, ad aggiungere diversificazione o a implementare posizioni tattiche”, conclude Paquier.

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Gia­co­mo Set­te­fi­chi

Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Pa­squa­le Ti­to­la­re

E’ ini­zia­ti­va degli ul­ti­mi gior­ni quel­la del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, se­zio­ne di Mi­la­no, che re­ga­la ai nuovi tes­se­ra­ti con meno di 30 anni un bi­gliet­to di in­gres­so gra­tui­to al­l’e­spo­si­zio­ne uni­ver­sa­le. Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni – ac­com­pa­gna­ti o meno dagli edu­ca­to­ri – in­gres­so con scon­ti spe­cia­li.

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Genny Sa­va­sta­no

Per i soci Mil­le­mi­glia Ali­ta­lia, in­ve­ce, lo scon­to pre­vi­sto è fino al 20%.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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In Italia il primo ETF a gestione attiva sulla Cina e che integra i fattori ESG

Doppia quotazione su Borsa Italiana di ETF targati J.P. Morgan Asset Management. le due nuove proposte vanno ad ampliare la gamma degli ETF Research Enhanced Index (REI) Equity (ESG) UCITS, replicanti a gestione attiva concepiti per la parte core dei portafogli. L’obiettivo di questi prodotti è generare ritorni relativi positivi con un rischio contenuto, rappresentano un’alternativa interessante agli investimenti passivi puri. Gli ETF azionari attivi in Europa di JPM vantano 2,5 miliardi di dollari in gestione (al 14/02/22, Bloomberg).
I due nuovi prodotti portati in Italia sono il JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, primo ETF azionario a gestione attiva a livello globale focalizzato sul mercato azionario onshore cinese (azioni di classe A), e il JPM AC Asia Pacific ex Japan Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF che ha come benchmark l’indice MSCI AC Asia Pacific ex Japan. Il Total Expense Ratio deu due ETF è rispettivamente di 40 punti base e di 30 punti base.
Come funzionano le strategie REI
Le strategie REI si basano sulla ricerca proprietaria, dove il team di ricerca di J.P. Morgan Asset Management, composto da oltre 90 analisti fondamentali, fornisce indicazioni specifiche sui titoli ai team di gestione del portafoglio. Utilizzando questo vantaggio informativo i gestori assumono posizioni attive di piccole dimensioni sovrappesando i titoli ritenuti interessanti e sottopesando quelli meno interessanti. Di conseguenza, i portafogli REI di J.P. Morgan Asset Management mantengono le caratteristiche dell’indice.
Più peso alle A-Shares
Laddove gli investimenti passivi potrebbero non essere in grado di mitigare l’impatto dell’elevato turnover del mercato onshore cinese, che comprende i brevi periodi di esuberanza o di pessimismo degli investitori, il nuovo ETF Equity REI di J.P. Morgan Asset Management è progettato per sfruttare queste inefficienze grazie all’ottica di investimento a lungo termine, facendo leva sulla conoscenza del mercato locale, nonché su rigorose valutazioni dei fondamentali e rispetto dei criteri ESG.
“Nonostante la Cina sia una delle economie più grandi e in più rapida crescita del mondo, l’esposizione degli investitori alle azioni cinesi onshore rimane relativamente bassa – spiega Olivier Paquier, Head of ETF Distribution EMEA di J.P. Morgan Asset Management – . Considerando che in media l’esposizione totale sul mercato azionario cinese di un investitore internazionale è attualmente pari al 4,6% del patrimonio complessivo e che gran parte di questa esposizione avviene tramite investimenti su azioni cinesi offshore in strategie azionarie dei mercati emergenti, il nuovo ETF Equity REI di J.P. Morgan Asset Management può aiutare gli investitori a bilanciare il peso delle azioni cinesi nei propri portafogli. Per la prima volta, gli investitori saranno in grado di cogliere le opportunità delle A-shares cinesi grazie a un ETF attivo semplice, facile da negoziare e con un prezzo competitivo”.
Sebbene la Cina rappresenti circa il 33% dell’indice MSCI Emerging Markets, il peso delle A-share cinesi è solo del 5% circa. Tuttavia, sulla scia di quanto già accaduto a Taiwan e in Corea, ci aspettiamo che il peso delle azioni cinesi onshore continui ad aumentare negli indici globali. Paquier pone l’accento poi sul fatto che gli investitori continuano a riconsiderare le proprie attuali allocazioni e questo nuovo ETF attivo “sfrutta la selezione dei titoli bottom-up, la nostra conoscenza locale e una solida ricerca attiva, gestendo al contempo i rischi dell’indice, il tutto all’interno di un rigoroso quadro ESG”. Nel caso delle A-share, dove le informazioni sui criteri ESG in Cina sono spesso disponibili solo in lingua locale, la presenza degli analisti di J.P. Morgan Asset Management che parlano mandarino permette di essere ben posizionati per approfondire i dati e impegnarsi attivamente con il management della società, se necessario.
Il JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF integra la componente sistematica ed esplicita dei fattori ESG, adottata sin dalla fase iniziale del processo decisionale di investimento. Oltre all’integrazione ESG, l’ETF fa anche un ulteriore passaggio nel porre attenzione a questi fattori, applicando uno screening basato su regole e valori. Questo significa che le società coinvolte in alcuni settori, come le armi controverse e il tabacco, sono escluse dal portafoglio. JPM China A Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF ha come benchmark l’indice MSCI China A.
L’altra novità, il JPM AC Asia Pacific ex Japan Research Enhanced Index Equity (ESG) UCITS ETF, ha come benchmark l’indice MSCI AC Asia Pacific ex Japan. “La nostra gamma di ETF azionari a gestione attiva è stata progettata per offrire agli investitori una soluzione efficace in termini di costi, in grado di combinare la selezione attiva dei titoli con la replica passiva all’indice, all’interno di un solido quadro ESG, rendendoli un’opzione interessante per gli investitori alla ricerca di ritorni relativi incrementali sulla loro esposizione azionaria, con un basso rischio attivo. Questi ETF sono strumenti efficienti e flessibili che aiuteranno i nostri clienti a strutturare i portafogli core esistenti, ad aggiungere diversificazione o a implementare posizioni tattiche”, conclude Paquier.

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