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Da iShares l’ETF ESG che calibra i pesi dei bond in base ai rischi climatici dei Paesi

Scritto il alle 17:53 da Redazione

Prestare attenzione alla sostenibilità degli investimenti significa anche guardare i rischi climatici insiti nei paesi in cui si prende posizione. Questo vale per investimenti come quelli sui titoli di Stato e applicare dei filtri ESG nella scelta dei bond governativo su cui si investe può portare a differenze, anche sostanziose, nella composizione geografica del portafoglio.
iShares, l’emittente leader nell’industria degli ETF, ha lanciato un nuovo ETF sui titoli di stato che segue criteri di sostenibilità andando a offrire agli investitori l’accesso ai titoli di stato della zona euro aggiustati per il rischio climatico. Il nuovo strumento, l’iShares € Govt Bond Climate UCITS ETF, è stato quotato sullo Xetra e consente di investire nei titoli di Stato dell’Eurozona con una maggiore esposizione ai Paesi meno esposti ai rischi del cambiamento climatico e una minore esposizione ai paesi più esposti ai rischi del cambiamento climatico.
BlackRock, a cui fa capo iShares, sottolinea come i governi sono altamente esposti ai rischi energetici e climatici. “Gli Stati possiedono il 78% delle riserve di combustibile fossile mondiale e fino al 20% della spesa pubblica dei governi e delle entrate fiscali sono legate ai combustibili fossili – asserisce il colosso numero uno mondiale dell’asset management – Tuttavia, il rischio climatico è ora in prima linea nelle decisioni di investimento dei governi in quanto gli investitori stanno riconoscendo sempre più che una forte esposizione ai combustibili fossili potrebbe mettere a rischio gli asset dei loro clienti”.
Il metodo di ponderazione dei pesi dei vari paesi
Il nuovo ETF iShares replica il FTSE Advanced Climate Risk-Adjusted EMU index (EGBI), un indice che pondera i diversi Paesi sulla base di una valutazione lungimirante del rischio climatico dei Paesi dell’Eurozona sulla base di tre criteri, tra cui rischio fisico, rischio di transizione e resilienza.
Il sottostante preso a riferimento si differenzia dall’indice di riferimento – il FTSE Climate Risk-Adjusted European Monetary Union (EMU) Government Bond Index – per l’attribuzione di punteggi per il rischio fisico, il rischio di transizione e la resilienza in egual misura. I punteggi climatici sono calcolati sulla base di una metodologia trasparente e aggiornati su base annuale ogni maggio. Questo nuovo indice è stato progettato con una maggiore attenzione alle performance climatiche dei portafogli di titoli di Stato.
L’indice FTSE Advanced Climate Risk-Adjusted EMU incorpora una metodologia di aggiustamento che regola i pesi di ciascun paese dell’indice in base all’esposizione relativa al rischio climatico, alla resilienza e alla preparazione ai rischi del cambiamento climatico, tra cui una valutazione dell’impatto economico previsto connesso alla transizione ai livelli di emissioni di gas serra in linea con i target dell’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C entro il 2050, oltre al rischio fisico del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello del mare e la capacità dei singoli Paesi di affrontare questi rischi.
Il nuovo indice, come si evince dal grafico sottostante, vede un consistente aumento del peso dei titoli di Stato francesi, che erano i più rappresentati anche nell’indice EMU ma con una quota molto minore. Secondi a breve distanza i Btp italiani, anche nel loro caso con un peso decisamente superiore rispetto a quello nel benchmark classico. Scende in maniera consistente invece il peso di Bund tedeschi e Bonos spagnoli. Ancora di più quello dei titoli di Stato olandesi che quasi si azzera.

Brett Olson, Head of iShares fixed income EMEA, presso BlackRock, ha dichiarato: “Gli emittenti sovrani stanno affrontando una crescente pressione per soddisfare i criteri di sostenibilità, alla luce del numero sempre maggiore di investitori che adotta criteri ESG nei loro portafogli a reddito fisso. Fino ad oggi, gli investitori disponevano di limitate opzioni efficienti dal punto di vista dei costi per esposizione a titoli di Stato che incorporano il rischio climatico. Questo lancio è l’ennesima testimonianza del nostro impegno ad offrire agli investitori una maggiore scelta nella costruzione di portafogli sostenibili”.

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Gia­co­mo Set­te­fi­chi

Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Pa­squa­le Ti­to­la­re

E’ ini­zia­ti­va degli ul­ti­mi gior­ni quel­la del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, se­zio­ne di Mi­la­no, che re­ga­la ai nuovi tes­se­ra­ti con meno di 30 anni un bi­gliet­to di in­gres­so gra­tui­to al­l’e­spo­si­zio­ne uni­ver­sa­le. Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni – ac­com­pa­gna­ti o meno dagli edu­ca­to­ri – in­gres­so con scon­ti spe­cia­li.

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Genny Sa­va­sta­no

Per i soci Mil­le­mi­glia Ali­ta­lia, in­ve­ce, lo scon­to pre­vi­sto è fino al 20%.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Da iShares l’ETF ESG che calibra i pesi dei bond in base ai rischi climatici dei Paesi

Prestare attenzione alla sostenibilità degli investimenti significa anche guardare i rischi climatici insiti nei paesi in cui si prende posizione. Questo vale per investimenti come quelli sui titoli di Stato e applicare dei filtri ESG nella scelta dei bond governativo su cui si investe può portare a differenze, anche sostanziose, nella composizione geografica del portafoglio.
iShares, l’emittente leader nell’industria degli ETF, ha lanciato un nuovo ETF sui titoli di stato che segue criteri di sostenibilità andando a offrire agli investitori l’accesso ai titoli di stato della zona euro aggiustati per il rischio climatico. Il nuovo strumento, l’iShares € Govt Bond Climate UCITS ETF, è stato quotato sullo Xetra e consente di investire nei titoli di Stato dell’Eurozona con una maggiore esposizione ai Paesi meno esposti ai rischi del cambiamento climatico e una minore esposizione ai paesi più esposti ai rischi del cambiamento climatico.
BlackRock, a cui fa capo iShares, sottolinea come i governi sono altamente esposti ai rischi energetici e climatici. “Gli Stati possiedono il 78% delle riserve di combustibile fossile mondiale e fino al 20% della spesa pubblica dei governi e delle entrate fiscali sono legate ai combustibili fossili – asserisce il colosso numero uno mondiale dell’asset management – Tuttavia, il rischio climatico è ora in prima linea nelle decisioni di investimento dei governi in quanto gli investitori stanno riconoscendo sempre più che una forte esposizione ai combustibili fossili potrebbe mettere a rischio gli asset dei loro clienti”.
Il metodo di ponderazione dei pesi dei vari paesi
Il nuovo ETF iShares replica il FTSE Advanced Climate Risk-Adjusted EMU index (EGBI), un indice che pondera i diversi Paesi sulla base di una valutazione lungimirante del rischio climatico dei Paesi dell’Eurozona sulla base di tre criteri, tra cui rischio fisico, rischio di transizione e resilienza.
Il sottostante preso a riferimento si differenzia dall’indice di riferimento – il FTSE Climate Risk-Adjusted European Monetary Union (EMU) Government Bond Index – per l’attribuzione di punteggi per il rischio fisico, il rischio di transizione e la resilienza in egual misura. I punteggi climatici sono calcolati sulla base di una metodologia trasparente e aggiornati su base annuale ogni maggio. Questo nuovo indice è stato progettato con una maggiore attenzione alle performance climatiche dei portafogli di titoli di Stato.
L’indice FTSE Advanced Climate Risk-Adjusted EMU incorpora una metodologia di aggiustamento che regola i pesi di ciascun paese dell’indice in base all’esposizione relativa al rischio climatico, alla resilienza e alla preparazione ai rischi del cambiamento climatico, tra cui una valutazione dell’impatto economico previsto connesso alla transizione ai livelli di emissioni di gas serra in linea con i target dell’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C entro il 2050, oltre al rischio fisico del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello del mare e la capacità dei singoli Paesi di affrontare questi rischi.
Il nuovo indice, come si evince dal grafico sottostante, vede un consistente aumento del peso dei titoli di Stato francesi, che erano i più rappresentati anche nell’indice EMU ma con una quota molto minore. Secondi a breve distanza i Btp italiani, anche nel loro caso con un peso decisamente superiore rispetto a quello nel benchmark classico. Scende in maniera consistente invece il peso di Bund tedeschi e Bonos spagnoli. Ancora di più quello dei titoli di Stato olandesi che quasi si azzera.

Brett Olson, Head of iShares fixed income EMEA, presso BlackRock, ha dichiarato: “Gli emittenti sovrani stanno affrontando una crescente pressione per soddisfare i criteri di sostenibilità, alla luce del numero sempre maggiore di investitori che adotta criteri ESG nei loro portafogli a reddito fisso. Fino ad oggi, gli investitori disponevano di limitate opzioni efficienti dal punto di vista dei costi per esposizione a titoli di Stato che incorporano il rischio climatico. Questo lancio è l’ennesima testimonianza del nostro impegno ad offrire agli investitori una maggiore scelta nella costruzione di portafogli sostenibili”.

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