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Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione dei fondi a gestione passiva

Scritto il alle 12:09 da Redazione

Di seguito pubblichiamo un estratto del report di Sebastian Mercado, strategist di Deutsche Bank Markets Research, intitolatoL’arrivo degli ETF non Trasparenti. Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione degli ETF”.

Da piccoli inizi ad un presente prospero. Gli ETF sono stati uno dei settori a più rapida crescita nell’industria del risparmio gestito nel corso degli ultimi 15 anni. Dagli esordi come prodotti passivi per l’accesso al mercato ai recenti sviluppi nello spazio attivo con l’accesso a strategie più sofisticate, la crescita degli ETF ha portato a strappare quote di mercato ai tradizionali fondi a gestione attiva.

Gli ETF non-trasparenti sono l’ultimo tentativo della tradizionale gestione patrimoniale attiva per accedere alla crescita del settore degli ETF. Un ETF non trasparente cerca di superare i limiti degli ETF attivi che richiedono ai manager di rivelare le loro partecipazioni di portafoglio su base giornaliera, pur mantenendo alcuni dei vantaggi fiscali della struttura dell’ETF e delle capacità di negoziazione. Già alcune proposte di ETF non trasparenti sono state presentate da alcuni asset manager. Più di recente, la SEC ha approvato la proposta di Eaton Vance di introdurre un nuovo tipo di società di investimento chiamata Exchange Traded Managed Fund (ETMF).

L’approvazione della SEC del recente Eaton Vance per offrire gli ETMF è sicuramente uno sviluppo significativo per gli ETF non trasparenti, tuttavia non equivale a una formula di sicuro successo. Gli ETMF non sono ETF, e non crediamo entreranno in competizione con gli ETF. In realtà crediamo che gli ETMF saranno piuttosto in competizione diretta con i fondi comuni attivi tradizionali, rispetto ai quali offrono significativi vantaggi fiscali. Anche se riteniamo che eventualmente i fondi tradizionali attivi dovranno migrare ed evolversi verso strutture più efficienti, come gli ETMF, non crediamo che una nuova struttura risolverà tutte le principali questioni strutturali che interessano il settore dei fondi comuni attivi, quali i costi elevati e la performance negativa relativa a benchmark passivi.

La vera rivoluzione degli ETF
Gli ETF non sono solo un fenomeno di gestione passiva e pensare che la loro crescita sia stata dovuta ad una rivoluzione passiva sarebbe molto ingenuo. Dopotutto, fondi comuni indicizzati erano presenti già molto tempo prima del lancio del primo ETF. In alternativa, altri potrebbero pensare che forse la crescita degli ETF è dovuta alla possibilità di di negoziarli durante il giorno, ma ancora una volta, c’erano già fondi chiusi. A nostro avviso, la crescita ETF è stata guidata dalla globalizzazione. Negli ultimi 25 anni, la tecnologia è stata in grado di ridefinire il mondo in cui viviamo. Al giorno d’oggi, la tecnologia ci ha permesso di essere più interconnessi che mai e di avere le informazioni a portata di mano in qualsiasi momento. Pertanto, perché è così difficile capire che anche il modo in cui le persone investono è cambiato? La correlazione tra crescita del patrimonio degli ETF e la crescita degli utenti Internet a livello mondiale è sorprendentemente alta, pari allo 0,97.

Le ragioni del successo degli ETF
il successo degli ETF non è stato causato solo dai vantaggi tecnologici, ma anche dalle strategie di investimento che hanno permesso di implementare. Gli ETF hanno permesso agli investitori di attuare strategie di asset allocation strategiche in modo trasparente, liquido, ed efficiente. Mentre il mondo è diventato più globalizzato e l’industria si è sviluppata, gli ETF hanno cominciato ad alimentare l’introduzione di un nuovo paradigma di investimento spostandosi da un mondo “stock-picking alpha” verso un mondo “asset allocation-picking alpha”. Al giorno d’oggi, la crescita degli ETF è sostanzialmente trainata da una rivoluzione della gestione attiva che chiamano Tactical Asset Allocation (TAA), che non è altro che una gestione attiva a livello di asset allocation. Inoltre, tra i loro principali utilizzi nell’asset allocation, alcuni ETF hanno sviluppato alcune caratteristiche simili ai future, che noi chiamiamo “pseudo future” ETF. Gli ETF pseudo Future offrono proposte di valore aggiuntive per gli investitori al di là dell’asset allocation, più frequentemente sotto forma di veicoli efficienti e liquidi per implementare le funzioni di gestione del rischio e della liquidità.

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Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
...
Pa­squa­le Ti­to­la­re

E’ ini­zia­ti­va degli ul­ti­mi gior­ni quel­la del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, se­zio­ne di Mi­la­no, che re­ga­la ai nuovi tes­se­ra­ti con meno di 30 anni un bi­gliet­to di in­gres­so gra­tui­to al­l’e­spo­si­zio­ne uni­ver­sa­le. Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni – ac­com­pa­gna­ti o meno dagli edu­ca­to­ri – in­gres­so con scon­ti spe­cia­li.

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Genny Sa­va­sta­no

Per i soci Mil­le­mi­glia Ali­ta­lia, in­ve­ce, lo scon­to pre­vi­sto è fino al 20%.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione dei fondi a gestione passiva

Di seguito pubblichiamo un estratto del report di Sebastian Mercado, strategist di Deutsche Bank Markets Research, intitolatoL’arrivo degli ETF non Trasparenti. Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione degli ETF”.

Da piccoli inizi ad un presente prospero. Gli ETF sono stati uno dei settori a più rapida crescita nell’industria del risparmio gestito nel corso degli ultimi 15 anni. Dagli esordi come prodotti passivi per l’accesso al mercato ai recenti sviluppi nello spazio attivo con l’accesso a strategie più sofisticate, la crescita degli ETF ha portato a strappare quote di mercato ai tradizionali fondi a gestione attiva.

Gli ETF non-trasparenti sono l’ultimo tentativo della tradizionale gestione patrimoniale attiva per accedere alla crescita del settore degli ETF. Un ETF non trasparente cerca di superare i limiti degli ETF attivi che richiedono ai manager di rivelare le loro partecipazioni di portafoglio su base giornaliera, pur mantenendo alcuni dei vantaggi fiscali della struttura dell’ETF e delle capacità di negoziazione. Già alcune proposte di ETF non trasparenti sono state presentate da alcuni asset manager. Più di recente, la SEC ha approvato la proposta di Eaton Vance di introdurre un nuovo tipo di società di investimento chiamata Exchange Traded Managed Fund (ETMF).

L’approvazione della SEC del recente Eaton Vance per offrire gli ETMF è sicuramente uno sviluppo significativo per gli ETF non trasparenti, tuttavia non equivale a una formula di sicuro successo. Gli ETMF non sono ETF, e non crediamo entreranno in competizione con gli ETF. In realtà crediamo che gli ETMF saranno piuttosto in competizione diretta con i fondi comuni attivi tradizionali, rispetto ai quali offrono significativi vantaggi fiscali. Anche se riteniamo che eventualmente i fondi tradizionali attivi dovranno migrare ed evolversi verso strutture più efficienti, come gli ETMF, non crediamo che una nuova struttura risolverà tutte le principali questioni strutturali che interessano il settore dei fondi comuni attivi, quali i costi elevati e la performance negativa relativa a benchmark passivi.

La vera rivoluzione degli ETF
Gli ETF non sono solo un fenomeno di gestione passiva e pensare che la loro crescita sia stata dovuta ad una rivoluzione passiva sarebbe molto ingenuo. Dopotutto, fondi comuni indicizzati erano presenti già molto tempo prima del lancio del primo ETF. In alternativa, altri potrebbero pensare che forse la crescita degli ETF è dovuta alla possibilità di di negoziarli durante il giorno, ma ancora una volta, c’erano già fondi chiusi. A nostro avviso, la crescita ETF è stata guidata dalla globalizzazione. Negli ultimi 25 anni, la tecnologia è stata in grado di ridefinire il mondo in cui viviamo. Al giorno d’oggi, la tecnologia ci ha permesso di essere più interconnessi che mai e di avere le informazioni a portata di mano in qualsiasi momento. Pertanto, perché è così difficile capire che anche il modo in cui le persone investono è cambiato? La correlazione tra crescita del patrimonio degli ETF e la crescita degli utenti Internet a livello mondiale è sorprendentemente alta, pari allo 0,97.

Le ragioni del successo degli ETF
il successo degli ETF non è stato causato solo dai vantaggi tecnologici, ma anche dalle strategie di investimento che hanno permesso di implementare. Gli ETF hanno permesso agli investitori di attuare strategie di asset allocation strategiche in modo trasparente, liquido, ed efficiente. Mentre il mondo è diventato più globalizzato e l’industria si è sviluppata, gli ETF hanno cominciato ad alimentare l’introduzione di un nuovo paradigma di investimento spostandosi da un mondo “stock-picking alpha” verso un mondo “asset allocation-picking alpha”. Al giorno d’oggi, la crescita degli ETF è sostanzialmente trainata da una rivoluzione della gestione attiva che chiamano Tactical Asset Allocation (TAA), che non è altro che una gestione attiva a livello di asset allocation. Inoltre, tra i loro principali utilizzi nell’asset allocation, alcuni ETF hanno sviluppato alcune caratteristiche simili ai future, che noi chiamiamo “pseudo future” ETF. Gli ETF pseudo Future offrono proposte di valore aggiuntive per gli investitori al di là dell’asset allocation, più frequentemente sotto forma di veicoli efficienti e liquidi per implementare le funzioni di gestione del rischio e della liquidità.

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