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Interesse record verso gli ETF a reddito fisso

Scritto il alle 10:03 da Redazione

Il mix di bassi tassi e bassa inflazione ha contribuito a far registrare afflussi record verso i replicanti obbligazionari, in particolare verso gli ETF che consentono di investire nei titoli del Tesoro statunitense

Gli ETF a reddito fisso verso un ruolo più importante nei portafogli degli investitori. Secondo un nuovo rapporto di Greenwich Associates i replicanti legati a indici obbligazionari sono pronti ad assumere un ruolo più importante nei portafogli istituzionali che stanno implementando cambiamenti radicali al loro portafoglio a reddito fisso in risposta ai cambiamenti normativi post-crisi dei mercati obbligazionari, all’attuale contesto dei tassi d’interesse e alle aspettative di futuri aumenti dei tassi .”Gli investitori istituzionali si muovono per trovare nuove fonti di rendimento e gli attuali utilizzatori di ETF a reddito fisso prevedono di aumentare il loro uso”, rimarca Andrew McCollum, consulente di Greenwich Associates. Circa il 60 % degli istituzionali destinano più del 10% delle loro attività gli ETF reddito fisso, di cui quasi un terzo alloca tra il 10% e il 30%. Inoltre un terzo degli istituzionali che già usa gli ETF obbligazionari si è mostrato propenso ad aumentarne il peso nel proprio portafoglio.
Intanto lo scorso mese ha visto flussi record sugli ETP sul reddito fisso, pari a 19,6 miliardi di dollari, complici le aspettative del perdurare di un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse e bassa inflazione. Dal report “ETP Landscape – Industry Highlights” di BlackRock sull’andamento del mercato degli ETP nel mese di febbraio emerge un interesse generalizzato per il reddito fisso. In particolare gli ETF a breve scadenza hanno registrato un mese record con afflussi per 7,4 miliardi di dollari. Gli ETF che consentono di investire nei titoli del Tesoro statunitense hanno registrato flussi positivi per 11,4 miliardi di dollari, mentre quelli relativi al segmento obbligazionario corporate investment grade un totale di 3,6 miliardi di dollari, a cui si aggiungono i 1,4 miliardi di dollari relativi all’obbligazionario high yield.

Lo scorso 11 febbraio la prima audizione di Janet Yellen, nuovo presidente della Federal Reserve, di fronte alla Commissione servizi finanziari del Congresso statunitense ha giocato un ruolo di spartiacque. Infatti se nei primi 10 giorni del mese i rimborsi relativi agli ETP azionari avevano raggiunto i 21,2 miliardi di dollari, mentre la raccolta sul reddito fisso era positiva per 16,8 miliardi di dollari, risultato di un atteggiamento attendista da parte degli investitori a seguito della volatilità del mercato registrata a partire da gennaio. Successivamente, la tendenza si è invertita con l’azionario in recupero con flussi positivi per 27,1 miliardi di dollari (principalmente sull’azionario USA), mentre la raccolta obbligazionaria EFF_3853si è rallentata, ma apportando flussi addizionali pari a 2,8 miliardi di dollari.
Anche relativamente al mercato italiano degli ETF, l’obbligazionario si conferma l’asset class che attira i maggiori flussi. “Si sono registrati significativi nuovi investimenti sugli ETF dei Paesi emergenti, con una preferenza per il debito emesso in valuta forte – rimarca Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares – . Per quanto riguarda invece i paesi sviluppati, si registra una concentrazione sui prodotti che consentono di investire nei titoli governativi europei a breve scadenza area e sugli high yiled dei Paesi sviluppati”.

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Gia­co­mo Set­te­fi­chi

Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Pa­squa­le Ti­to­la­re

E’ ini­zia­ti­va degli ul­ti­mi gior­ni quel­la del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, se­zio­ne di Mi­la­no, che re­ga­la ai nuovi tes­se­ra­ti con meno di 30 anni un bi­gliet­to di in­gres­so gra­tui­to al­l’e­spo­si­zio­ne uni­ver­sa­le. Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni – ac­com­pa­gna­ti o meno dagli edu­ca­to­ri – in­gres­so con scon­ti spe­cia­li.

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Genny Sa­va­sta­no

Per i soci Mil­le­mi­glia Ali­ta­lia, in­ve­ce, lo scon­to pre­vi­sto è fino al 20%.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Interesse record verso gli ETF a reddito fisso

Il mix di bassi tassi e bassa inflazione ha contribuito a far registrare afflussi record verso i replicanti obbligazionari, in particolare verso gli ETF che consentono di investire nei titoli del Tesoro statunitense

Gli ETF a reddito fisso verso un ruolo più importante nei portafogli degli investitori. Secondo un nuovo rapporto di Greenwich Associates i replicanti legati a indici obbligazionari sono pronti ad assumere un ruolo più importante nei portafogli istituzionali che stanno implementando cambiamenti radicali al loro portafoglio a reddito fisso in risposta ai cambiamenti normativi post-crisi dei mercati obbligazionari, all’attuale contesto dei tassi d’interesse e alle aspettative di futuri aumenti dei tassi .”Gli investitori istituzionali si muovono per trovare nuove fonti di rendimento e gli attuali utilizzatori di ETF a reddito fisso prevedono di aumentare il loro uso”, rimarca Andrew McCollum, consulente di Greenwich Associates. Circa il 60 % degli istituzionali destinano più del 10% delle loro attività gli ETF reddito fisso, di cui quasi un terzo alloca tra il 10% e il 30%. Inoltre un terzo degli istituzionali che già usa gli ETF obbligazionari si è mostrato propenso ad aumentarne il peso nel proprio portafoglio.
Intanto lo scorso mese ha visto flussi record sugli ETP sul reddito fisso, pari a 19,6 miliardi di dollari, complici le aspettative del perdurare di un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse e bassa inflazione. Dal report “ETP Landscape – Industry Highlights” di BlackRock sull’andamento del mercato degli ETP nel mese di febbraio emerge un interesse generalizzato per il reddito fisso. In particolare gli ETF a breve scadenza hanno registrato un mese record con afflussi per 7,4 miliardi di dollari. Gli ETF che consentono di investire nei titoli del Tesoro statunitense hanno registrato flussi positivi per 11,4 miliardi di dollari, mentre quelli relativi al segmento obbligazionario corporate investment grade un totale di 3,6 miliardi di dollari, a cui si aggiungono i 1,4 miliardi di dollari relativi all’obbligazionario high yield.

Lo scorso 11 febbraio la prima audizione di Janet Yellen, nuovo presidente della Federal Reserve, di fronte alla Commissione servizi finanziari del Congresso statunitense ha giocato un ruolo di spartiacque. Infatti se nei primi 10 giorni del mese i rimborsi relativi agli ETP azionari avevano raggiunto i 21,2 miliardi di dollari, mentre la raccolta sul reddito fisso era positiva per 16,8 miliardi di dollari, risultato di un atteggiamento attendista da parte degli investitori a seguito della volatilità del mercato registrata a partire da gennaio. Successivamente, la tendenza si è invertita con l’azionario in recupero con flussi positivi per 27,1 miliardi di dollari (principalmente sull’azionario USA), mentre la raccolta obbligazionaria EFF_3853si è rallentata, ma apportando flussi addizionali pari a 2,8 miliardi di dollari.
Anche relativamente al mercato italiano degli ETF, l’obbligazionario si conferma l’asset class che attira i maggiori flussi. “Si sono registrati significativi nuovi investimenti sugli ETF dei Paesi emergenti, con una preferenza per il debito emesso in valuta forte – rimarca Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares – . Per quanto riguarda invece i paesi sviluppati, si registra una concentrazione sui prodotti che consentono di investire nei titoli governativi europei a breve scadenza area e sugli high yiled dei Paesi sviluppati”.

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