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ETF, oltreoceano si intensifica la competizione sui costi

Scritto il alle 09:46 da Redazione

L’aspetto dei costi è destinato a rappresentare anche nel prossimo futuro un punto focale per il mercato degli ETF con gli emittenti all’opera per offrire prodotti con oneri ridotti ai minimi termini. Un recente studio condotto dalla società di consulenza McKinsey & Co, intitolato “The second acts begins for Etf”, rimarca come la competizione sui prezzi è destinata a intensificarsi con gli operatori storici che dovranno riflettere sulla strategia migliore da adottare senza incorrere nel rischio di innescare una guerra sui prezzi. In tal senso negli Stati Uniti un  segnale importante è arrivato da iShares, leader mondiale nel mercato degli ETF con una quota del 38% delle masse gestite alla fine del terzo trimestre 2011, ma che da inizio anno ha visto la propria quota di mercato scendere dell’1,8%. Le quattro emissioni di ETF low-volatility targate iShares evidenziano un expense ratio tra lo 0,15 e lo 0,25%, in particolare l’ETF sui mercati emergenti (iShares Msci Emerging Markets Minimum Volatility Index Fund) presenta costi inferiori di 45 punti base rispetto al classico ETF iShares sui mercati emergenti grazie alla decisione del gestore BlackRock Fund Advisors di rinunciare a una parte delle sue commissioni di gestione al fine di limitare le spese allo 0,25% fino a fine 2014. Tra gli ETF sui mercati emergenti solo quello offerto da Vanguard presenta un expense ratio lievemente più basso (0,22%), elemento che ha concorso al successo di questo ETF negli Usa che da inizio anno ha visto afflussi per oltre 7 miliardi di dollari rispetto ai deflussi per quasi 11 mld nell’analogo periodo dell’ETF di iShares sui mercati emergenti.
Battaglia sui costi che vede in prima fila anche attori minori del mercato statunitense degli ETF come Charles Schwab, che settimana scorsa ha lanciato Schwab U.S. Dividend Equity ETF che presenta commissioni pari allo 0,17%, inferiori rispetto a quelle di analoghi prodotti su indici composti da società a elevato dividend yield. Politica dei bassi costi che è una bandiera per Schwab che prevede anche per alcuni suoi ETF l’assenza di commissioni per i suoi correntisti online.

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Gia­co­mo Set­te­fi­chi

Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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Pa­squa­le Ti­to­la­re

E’ ini­zia­ti­va degli ul­ti­mi gior­ni quel­la del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co, se­zio­ne di Mi­la­no, che re­ga­la ai nuovi tes­se­ra­ti con meno di 30 anni un bi­gliet­to di in­gres­so gra­tui­to al­l’e­spo­si­zio­ne uni­ver­sa­le. Ma anche la Chie­sa Cat­to­li­ca ha de­ci­so di ‘spo­sa­re’ la causa Expo 2015 e la Dio­ce­si di Mi­la­no mette a di­spo­si­zio­ne dei grup­pi di par­roc­chia­ni – ac­com­pa­gna­ti o meno dagli edu­ca­to­ri – in­gres­so con scon­ti spe­cia­li.

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Genny Sa­va­sta­no

Per i soci Mil­le­mi­glia Ali­ta­lia, in­ve­ce, lo scon­to pre­vi­sto è fino al 20%.

Scrit­to il 11 Apri­le 2015 alle 17:44
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ETF, oltreoceano si intensifica la competizione sui costi

L’aspetto dei costi è destinato a rappresentare anche nel prossimo futuro un punto focale per il mercato degli ETF con gli emittenti all’opera per offrire prodotti con oneri ridotti ai minimi termini. Un recente studio condotto dalla società di consulenza McKinsey & Co, intitolato “The second acts begins for Etf”, rimarca come la competizione sui prezzi è destinata a intensificarsi con gli operatori storici che dovranno riflettere sulla strategia migliore da adottare senza incorrere nel rischio di innescare una guerra sui prezzi. In tal senso negli Stati Uniti un  segnale importante è arrivato da iShares, leader mondiale nel mercato degli ETF con una quota del 38% delle masse gestite alla fine del terzo trimestre 2011, ma che da inizio anno ha visto la propria quota di mercato scendere dell’1,8%. Le quattro emissioni di ETF low-volatility targate iShares evidenziano un expense ratio tra lo 0,15 e lo 0,25%, in particolare l’ETF sui mercati emergenti (iShares Msci Emerging Markets Minimum Volatility Index Fund) presenta costi inferiori di 45 punti base rispetto al classico ETF iShares sui mercati emergenti grazie alla decisione del gestore BlackRock Fund Advisors di rinunciare a una parte delle sue commissioni di gestione al fine di limitare le spese allo 0,25% fino a fine 2014. Tra gli ETF sui mercati emergenti solo quello offerto da Vanguard presenta un expense ratio lievemente più basso (0,22%), elemento che ha concorso al successo di questo ETF negli Usa che da inizio anno ha visto afflussi per oltre 7 miliardi di dollari rispetto ai deflussi per quasi 11 mld nell’analogo periodo dell’ETF di iShares sui mercati emergenti.
Battaglia sui costi che vede in prima fila anche attori minori del mercato statunitense degli ETF come Charles Schwab, che settimana scorsa ha lanciato Schwab U.S. Dividend Equity ETF che presenta commissioni pari allo 0,17%, inferiori rispetto a quelle di analoghi prodotti su indici composti da società a elevato dividend yield. Politica dei bassi costi che è una bandiera per Schwab che prevede anche per alcuni suoi ETF l’assenza di commissioni per i suoi correntisti online.

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