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In Italia il primo clone a gestione attiva sui green bond

Scritto il alle 09:22 da Redazione

E’ sbarcato anche in Italia l’ETF UCITS Franklin Liberty Euro Green Bond, fondo a gestione passiva che prevede un’esposizione a obbligazioni che finanziano progetti a sostegno di un futuro a basse emissioni di carbonio e consente l’apertura al mercato europeo delle obbligazioni verdi, massimizzando allo stesso tempo i rendimenti totali.

Dalla prima emissione nel 2007, l’Europa è rimasta una pietra miliare nel mercato globale delle obbligazioni verdi, con emissioni cumulative per un totale di 165 miliardi di euro. “Green” si riferisce a come verranno spesi i proventi del prestito obbligazionario, in genere per finanziare o ri-finanziare, parzialmente o integralmente, dei progetti sostenibili, nuovi o esistenti. Le obbligazioni verdi offrono generalmente un rendimento fisso.

Il nuovo ETF di Franklin Templeton è stato quotato lo scorso 30 aprile alla Deutsche Börse e il 2 maggio alla London Stock Exchange e alla Borsa Italiana, entrando così a far parte di una gamma di nove ETF smart beta ed ETF attivi all’interno della piattaforma ETF UCITS Franklin LibertySharesTM.

In particolare, l’ETF UCITS Franklin Liberty Euro Green Bond investe almeno il 70% del proprio patrimonio netto in obbligazioni a marchio Green, mentre la restante parte del portafoglio è costituita da obbligazioni prive di un’etichetta specifica. Queste ultime, seppur prive di una ‘green label’, sono comunque strumenti di finanziamento che contribuiscono ad un futuro a basse emissioni di carbonio e che si impegnano a ridurre l’intensità di emissioni nocive. In questo modo, il nuovo ETF attivo fornirà liquidità ai progetti impegnati contro il climate change apportando al contempo benefici ambientali.

“Nei periodi di avversione al rischio – spiega David Zahn, Head of European Fixed Income – le obbligazioni verdi mostrano una volatilità inferiore poiché gli investitori tendono a mantenerle in portafoglio. I nostri dati indicano che, sia nei mercati primari che nei mercati secondari, il 72% delle obbligazioni verdi presentava rispettivamente dopo sette giorni spread minori rispetto alle obbligazioni ordinarie e il 62% dopo 28 giorni. La gestione attiva ci consente di beneficiare al meglio di queste opportunità di pricing. Vediamo valore anche nei titoli non etichettati Green. Riteniamo che questo universo offra opportunità interessanti sebbene meno conosciute rispetto a quelli con marchio Green, perché sono titoli caratterizzati da una domanda relativamente bassa”.

“Questo prodotto – aggiunge Antonio Gatta, Co-Branch Manager e Institutional Sales Director – offre agli investitori italiani la possibilità di integrare strategie green nel proprio portafoglio e di accedere a investimenti che prestano attenzione al cambiamento climatico e alla sostenibilità ambientale, con il valore aggiunto di beneficiare del valore creato da una gestione attiva”.

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