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Strategie dividend, la qualità fa la differenza

Scritto il alle 10:33 da Redazione

A cura di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia

Il dividend investing esiste da diversi decenni, ma negli ultimi anni i fattori di mercato hanno portato gli investitori a indirizzarsi verso altre strategie. Tuttavia, dal nostro studio emerge che i lati positivi di una strategia improntata sui dividendi sono ancora validi, tanto che gli investitori di lungo termine potrebbero anche rivedere i propri piani. Se da un lato le strategie sui dividendi potrebbero non essere in grado di stare al passo con il rialzo dei mercati azionari, ci sono prove a favore della tesi secondo la quale gli investitori di lungo termine possano trarre beneficio da una strategia basata sui dividendi delle società di qualità. Le società di “qualità” tendono ad essere redditizie, a crescere e ad essere ben gestite. Questi fattori le rendono spesso immuni alle fluttuazioni del ciclo economico.

Dividend yield vs dividend growth
Esistono due approcci principali per gli investimenti nei dividendi: uno si basa esclusivamente sulla selezione dei titoli con i dividend yield più alti, mentre l’altro si rivolge alle aziende con una strategia improntata sulla crescita dei dividendi (dividend growth), dette anche società con un “high quality income”. Dato che le società con una buona crescita dei dividendi tendono ad essere ben consolidate, vengono spesso considerate investimenti difensivi.

Generalmente, i mercati fortemente rialzisti non rappresentano l’ambiente più opportuno per i titoli difensivi, in quanto la loro sovraperformance a lungo termine deriva tradizionalmente dalla loro abilità di attenuare i drawdown nei mercati ribassisti. Di recente, l’ottimismo ha regnato incontrastato sul mercato e forse non sorprende che l’attenzione si sia concentrata sulla performance dei prezzi. Gli investitori hanno forse dimenticato che il dividend yield ha rappresentato il 70% della performance complessiva del mercato reale dal 1970?

In un mercato rialzista, le azioni con dividendi di qualità potrebbero non essere così interessanti come le azioni che presentano un momentum elevato, ma potrebbero tuttavia rappresentare un’opzione più sicura. Queste, infatti, possono potenzialmente attenuare il difficoltoso percorso che i portafogli di investimento potrebbero sperimentare, in virtù della loro natura difensiva e dell’effetto della capitalizzazione dei dividendi (dividend compounding) nel lungo periodo.

Alla luce di questi potenziali benefici, sul mercato sono disponibili diverse strategie quality income. Alcune applicano screen quantitativi complessi, mentre altre hanno una natura molto più semplice e comprendono solo le aziende con il dividend yield e/o con il più elevato track record di dividendi. A complicare ulteriormente la situazione ci sono inoltre molte strategie che uniscono questi tipi di approcci e vengono tutte indicate come strategie quality dividend.

Per gli aspetti che indicano la qualità ci possono essere diverse definizioni; l’essenza di qualsiasi misura di qualità dovrebbe essere quella di aiutare a identificare aziende redditizie che sono gestite con prudenza e finanziate in modo sostenibile. Le aziende che possiedono queste caratteristiche favorevoli sono generalmente più al riparo dalle fluttuazioni del ciclo economico, essendo quindi anche più immuni ai periodi di calo.
Già nel 1949, Benjamin Graham ha evidenziato che “uno dei test più persuasivi circa l’alta qualità è una registrazione ininterrotta di distribuzione di dividendi per molti anni” e le società con crescita dei dividendi nel lungo periodo mostrano una qualità superiore e caratteristiche più difensive rispetto ai loro peers.

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