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Mid cap italiane con una marcia in più, c’è l’ETF per cavalcarle

Scritto il alle 16:55 da Redazione

Per cogliere le opportunità offerte dalle mid cap italiane, protagoniste di ottime performance quest’anno in scia all’effetto traino datop dall’entrata in vigore dei PIR, c’è il primo ETF PIR, ossia che rientra tra gli investimenti qualificati destinati ai Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (PIR) previsto dalla Legge di Bilancio 2017.

Il Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR UCITS ETF, già presente sul segmento ETF Plus da Chelli, Lyxor okquasi tre anni, da questo mese ha la dicitura PIR ed è l’unico replicante quotato in Italia che permette un investimento focalizzato esclusivamente sulle md cap italiane. Il prodotto si rivolge soprattutto agli intermediari che stanno costruendo “soluzioni PIR” per la loro clientela. La norma impone, infatti, un investimento minimo del 21% in mid/small cap italiane e, per gli intermediari, l’ETF rappresenta uno strumento semplice ed economico per coprire tale asset class che risulta solitamente poco liquida. L’ETF può essere impiegato, godendo dei relativi benefici fiscali, anche da Casse Previdenziali e Fondi Pensione.

I PIR sono stati introdotti al fine di stimolare gli investimenti verso le piccole e medie aziende italiane e permettono agli investitori di beneficiare dell’esenzione dalla tassazione sui redditi finanziari generati dagli investimenti effettuati nei PIR, se mantenuti per almeno 5 anni.
“L’ETF coglie in pieno lo spirito della norma che vuole favorire l’economia reale agevolando l’afflusso del risparmio verso le società italiane di piccola e media capitalizzazione – rimarca Marcello Chelli, referente per i Lyxor ETF in Italia – . Gli ETF sono spesso utilizzati per investimenti di lungo termine e lo status PIR del nostro ETF permette agli investitori (anche in maniera mediata attraverso le soluzioni PIR degli intermediari) di combinare i vantaggi fiscali della regolamentazione PIR con la semplicità, la trasparenza e i costi contenuti tipici degli ETF”.

L’ETF può essere acquistato direttamente dagli investitori privati su Borsa Italiana ma, per beneficiare dell’esenzione fiscale, essi dovranno attendere l’istituzione, da parte dei loro intermediari, di appositi Depositi Titoli PIR, capaci di gestire le relative procedure fiscali. L’ETF ha un TER (costo totale) di 0,5% all’anno e non prevede né commissioni di performance né costi di entrata e uscita (ad eccezione dei costi di negoziazione dovuti al proprio intermediario).
L’ETF ha optato per la capitalizzazione dei proventi periodici (per semplificare le incombenze operative degli intermediari che utilizzeranno l’ETF nelle loro “soluzioni PIR”) e, a partire dal 28 di marzo, passerà alla replica fisica.

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