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A febbraio corsa agli ETF su oro e treasury, record per i minimum volatility

Scritto il alle 14:54 da Redazione

Mercati globaliA febbraio sul mercato ETF si sono intensificati gli acquisti sull’oro come bene rifugio, ma la ricerca di asset più sicuri ha portato sul fronte azionario a record di afflussi sugli strumenti minimum volatility. Molto gettonati anche i replicanti sui treasury Usa. Dal BlackRock ETP Landscape relativo al mese di febbraio emerge infatti che i fondi minimum volatility hanno raggiunto il record mensile di 3,9 miliardi di dollari, con flussi pari a 5,3 miliardi di dollari da inizio anno, prevalentemente concentrati sull’esposizione all’azionario statunitense in quando adottati dagli investitori per mitigare l’elevata volatilità nel mercato statunitense.
In generale gli ETP hanno raccolto lo scorso mese 9,4 miliardi di dollari a livello globale. La preferenza per i beni rifugio ha spinto le masse verso treasury statunitensi e ETP sull’oro, con rispettivamente 5,7 e 7,2 miliardi di dollari. “La paura di una recessione ha tenuto gli investitori sul filo del rasoio, portandoli ad optare per esposizioni avverse al rischio e ad uscire dai mercati azionari sviluppati – commenta Ursula Marchioni, Chief Strategist di iShares EMEA – . Il mese ha così registrato il record per i prodotti che investono in oro fisico e in strategie minimum volatility, mentre gli ETP sull’azionario statunitense archiviano il secondo mese consecutivo di deflussi, pari a 19,5 miliardi da inizio anno”. Considerando la somma dei primi due mesi del 2016, i flussi in ingresso su treasury statunitensi e l’oro risultano già superiori a quelli dell’intero 2015. A fine febbraio le due asset class hanno raccolto complessivamente 24 miliardi di dollari.
A febbraio, la debolezza dei dati macroeconomici e di utili poco brillanti dell’ultimo trimestre del 2015, unitamente alle preoccupazioni per il Brexit, hanno contribuito ad un sentiment risk-off anche tra gli investitori europei. Dei 2,6 miliardi di dollari di nuovi flussi registrati a livello di ETP domiciliati in Europa, abbiamo assistito ad una rotazione significativa dei portafogli. “Nonostante a gennaio l’azionario europeo fosse stata l’asset class favorita – sottolinea la Marchioni – nel mese di febbraio si sono registrati deflussi netti, evidenziando un allineamento degli investitori europei ai mercati globali e una maggiore avversione al rischio. Ciò ha portato l’oro ad essere il tema del mese tra gli investitori europei, con 2,4 miliardi di dollari in ingressi, seguito dai fondi obbligazionari governativi”.
“Abbiamo assistito ad alcuni episodi di maggiore propensione al rischio nella seconda metà di febbraio – aggiunge Ursula Marchioni – Questo ha rafforzato i flussi nel segmento obbligazionario con esposizioni allargate e corporate investment grade, che hanno registrato flussi pari a rispettivamente 2,1 e 2,5 miliardi di dollari. Anche i fondi sul greggio hanno raccolto 1,2 miliardi di dollari, sulla scia dei colloqui in corso in merito a potenziali tagli della produzione da parte dei Paesi dell’OPEC ed ex OPEC”.

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