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SSgA: ecco perché i bond convertibili regnano sovrani

Scritto il alle 10:10 da Redazione

Le obbligazioni convertibili, che incorporano un’opzione che dà all’obbligazionista la facoltà, ma non l’obbligo, di convertire il bond in un numero predeterminato di azioni della società emittente, storicamente presentano una minore correlazione con i mercati azionari e obbligazionari tradizionali e tipicamente avranno una minore sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse rispetto ai normali bond.

Di seguito riportiamo l’estratto di un paper a cura di Antoine Lesné, Head of ETF Sales Strategy EMEA di State Street Global Advisors, che analizza l’andamento dei bond convertibili nell’ultimo anno suddiviso in tre cicli principali.

Il buono (15 ottobre 2014 – 28 aprile 2015). La fine del quarto trimestre 2014 ha assistito a un considerevole rally, interrotto dai timori riguardo alla Russia sulla scia del calo dei prezzi del petrolio. L’inizio del 2015 è stato accolto da un outlook moderatamente positivo sull’economia globale; ci si aspettava inoltre che la Federal Reserve statunitense avrebbe abbandonato la politica ultra-accomodante rialzando i tassi d’interesse e che la Banca centrale europea avrebbe annunciato ufficialmente l’introduzione di un programma di allentamento quantitativo. In quel momento, la decelerazione dell’economia cinese sembrava una possibilità remota, di certo non interamente prezzata sui mercati. In Grecia è salito al potere il partito Syriza, ma il risultato elettorale non ha inizialmente penalizzato i mercati finanziari.
Il brutto (29 aprile – 10 agosto 2015). Ripresa della volatilità. Sui mercati obbligazionari dell’Area euro, l’ipotesi di un tapering ha spinto alle stelle la volatilità dei bund tedeschi. Si è sgonfiata la bolla delle A-share cinesi, nonostante gli sforzi del governo di arrestare il trend. Stallo dei negoziati in Grecia riguardo a un terzo pacchetto di salvataggio, con l’indizione di un referendum all’ultimo minuto; dopo un accordo dell’undicesima ora, raggiunto il 13 luglio, i mercati hanno potuto riprendere fiato fino all’inizio di agosto.
Il cattivo (dall’11 agosto 2015 ad oggi). Nel tentativo di arrestare il deprezzamento dello yuan, la Banca Popolare Cinese ha introdotto ad agosto un regime di “tasso di cambio Antoine_Lesné_Head_of_ETF_Sales_Strategy_EMEA_SSGAvariabile gestito”, provocando una disfatta monetaria sui mercati emergenti. Da allora, la volatilità è schizzata verso l’alto e i movimenti di mercato sono stati intensi. La correzione dei listini, cominciata ad agosto, si è protratta e a settembre la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi.
Dall’inizio di ottobre, è iniziata la ripresa dei mercati e la performance degli asset rischiosi è migliorata. Tuttavia, ancora qualche nube si prospetta all’orizzonte. In questo contesto, vale la pena considerare l’ipotesi d’investire nel segmento dell’obbligazionario convertibile globale poiché esso offre la possibilità di raccogliere i frutti dei rally delle borse pur restando parzialmente protetti da un’eventuale correzione nel caso in cui gli utili aziendali e la crescita economica dovessero sorprendere in negativo.

L’esposizione alle obbligazioni convertibili si ottiene in genere tramite una gestione attiva anziché attraverso l’indicizzazione, a causa della complessità degli attivi sottostanti, e il grado di replica dell’indice possibile in questo settore è oggetto di analisi. Nonostante la volatilità sui mercati e la regolarità dei flussi sia in entrata che in uscita, investire in un ETF che replichi fedelmente un indice obbligazionario convertibile non solo è possibile – tramite un solido processo d’investimento sistematico – ma anche vantaggioso.

Valorizzazioni attuali: delta e volatilità implicita
Diminuisce la sensibilità del prezzo delle obbligazioni convertibili rispetto all’andamento del titolo sottostante. Ciò evidenzia le caratteristiche ibride dell’universo obbligazionario convertibile globale (vale a dire, la sua sensibilità sia ai tassi d’interesse che alle quotazioni azionarie) e i livelli odierni offrono agli investitori un punto d’ingresso interessante. Nel frattempo, la volatilità implicita è rimasta al disotto o vicina alla media di lungo periodo, offrendo eventualmente protezione dai ribassi nel caso in cui la volatilità dovesse aumentare.

Convertibili globali con SPDR ETFs
Poiché le obbligazioni convertibili globali propongono interessanti livelli di delta e volatilità implicita, accedere a questa asset class tramite un ETF potrebbe rappresentare la soluzione d’investimento ideale, nonché uno strumento a basso costo in grado di contribuire a proteggere i portafogli azionari da possibili impennate della volatilità.
Lo SPDR Thomson Reuters Global Convertible Bond UCITS ETF, lanciato lo scorso aprile anche in Italia, replica il Thomson Reuters Qualified Global Convertible Index che comprende obbligazioni convertibili di emittenti globali denominate in diverse valute.

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