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Lyxor: 2016 decisivo per Europa per testare efficacia QE e riforme

Scritto il alle 11:42 da Redazione

Di seguito pubblichiamo il contributo a cura di Daniele Spada e Philippe Ferreira di Lyxor AM

Dopo un difficile 2015, dominato dai timori per la crescita e la deflazione ancora largamente irrisolti, il 2016 dovrebbe essere un anno decisivo per l’Europa. L’efficacia delle politiche monetarie accomodanti e le riforme strutturali saranno sotto esame, con rilevanti implicazioni di mercato per tutte le asset class. Il processo di riforme strutturali in numerosi Paesi europei come Francia, Italia e Spagna dovrebbe continuare con benefici positivi che potranno concretizzarsi entro il 2016. Crediamo che il recupero – in termini di competitività – da parte di questi tre Paesi nei confronti della Germania, avrà notevoli possibilità di continuare.
La Germania resta molto competitiva in Europa ma la sua grande esposizione alla Cina rappresenta un fattore di debolezza in questo momento.
Nel complesso, il timido recupero che si è verificato nei mercati sviluppati dovrebbe proseguire, visto che negli USA l’espansione sostenuta dai consumi appare robusta, l’Eurozona è pronta a riutilizzare la leva del credito per ripartire e il Giappone sta conseguendo alcuni benefici dalle riforme del Primo ministro Abe. Nel medio termine, a livello globale, le previsioni sull’inflazione restano contenute e ancora condizionate dalla rinnovata debolezza dei prezzi del petrolio – che sarà probabilmente duratura. Di conseguenza, crediamo che la politica monetaria del G3 resterà accomodante, la BCE e la Bank of Japan si atterranno ai loro programmi di QE e la Fed attuerà un ciclo di rialzo dei tassi il più accomodante possibile. Nei mercati emergenti, il rallentamento strutturale della Cina – insieme al crollo delle materie prime e ai dubbi sull’efficacia delle politiche monetarie – sottintendono timori per una possibile recessione che in Lyxor consideriamo esagerati. La Cina sta vivendo una transizione strutturale – ben avanzata nel terziario – che comporterà una crescita moderata.
Nel corso dei recenti trimestri abbiamo gradualmente modificato la nostra stratega di investimento, passando da posizioni lunghe sugli attivi rischiosi a un approccio maggiormente relative value. Per il futuro, rimaniamo cauti sui mercati emergenti, che sono vulnerabili ad eventuali ulteriori peggioramenti dell’economia cinese, e sull’azionario UK, che presenta prospettive di rendimento non incoraggianti. La nostra esposizione lunga è ora limitata all’azionario Europa, che dovrebbe beneficiare di un trend positivo nei profitti, e all’azionario giapponese, che rimane interessante dal punto di vista sia dei rendimenti sia della valutazione.
Con riferimento alle obbligazioni societarie, restiamo cauti sull’high yield USA, un’asset class che presenta fondamentali meno favorevoli e rischi di liquidità. In Europa crediamo che le obbligazioni corporate saranno supportate dal deleveraging delle società europee e dal massiccio supporto di liquidità della BCE che incoraggia gli investitori a mantenere posizioni in asset più rischiosi.
Infine, sull’obbligazionario raccomandiamo di mantenere una posizione neutra, e chiaramente difensiva, sui bond governativi high quality degli USA e dell’Eurozona. Questi sono sicuramente cari, i rendimenti dei bond rimangono vicini ai minimi storici e potrebbero risentire negativamente di probabili previsioni al rialzo sull’ inflazione. Tuttavia, l’attuale livello dell’azionario USA, soprattutto in un momento in cui la Fed sta per rialzare i tassi, potrebbe causare turbolenze sugli attivi rischiosi. In tale contesto non sarebbe prudente alleggerire o sottoponderare l’obbligazionario.

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