Bellingeri: ETF ideali per costruire portafogli sia semplici che più complessi

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Emanuele Bellingeri (iShares)Da uno studio condotto da Greenwich Associates emerge che gli investitori istituzionali utilizzano sempre più gli ETF per la parte core del portafoglio con la tendenza quindi a mantenerli a lungo in portafoglio. ETFNews ha chiesto a Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares, cosa ha fatto cambiare la percezione degli ETF che in passato erano visti come prodotti idonei soprattutto a investimenti di breve respiro. “Gli ETF – rimarca Bellingeri – sono quotati in Borsa e quindi possono essere negoziati in tempo reale anche in uno spazio molto ristretto di tempo. Si tratta di un prodotto che tra le varie caratteristiche positive annovera sicuramente la liquidità. In passato si è ritenuto erroneamente che gli ETF fossero prevalentemente strumenti per investire a breve termine. Se dovessimo provare ad inquadrarli in maniera corretta, dopo diversi anni di esperienza in questo settore, posso affermare che si tratta di strumenti molto efficienti per implementare decisioni di asset al location di medio-lungo periodo che offrono anche la possibilità di entrare ed uscire in tempo reale qualora le vicende dei mercati lo rendessero necessario. Avendo la natura del fondo comune e replicando i mercati in maniera passiva, tra l’altro con costi di gestione molto contenuti, sono strumenti ideali per costruire portafogli sia semplici che complessi con un orizzonte temporale non definibile all’inizio. Proprio per queste caratteristiche gli ETF sono strumenti ideali per le gestioni dei fondi pensione”. Nello studio condotto da Greenwich a livello europeo, abbiamo infatti rilevato che il 22% degli istituzionali prevede di aumentare gli investimenti di ETF nei prossimi tre anni e che , per i fondi pensione europei, il periodo medio di detenzione degli ETF è di 29 mesi, la durata più lunga tra tutti i gruppi di investitori istituzionali intervistati.

La voce costi è spesso ritenuta come fattore principale nella scelta degli ETF, ma dalla ricerca emerge che caratteristiche quali liquidità, struttura, performance e benchmark usato sono altrettanto decisive nell’indirizzare la scelta. Vale lo stesso per i retail? “L’uso degli ETF tra i clienti retail è limitato – premette Bellingeri – e chi li usa ha una cultura finanziaria superiore alla media e quindi nella valutazione degli strumenti impiega gli stessi criteri degli investitori istituzionali.Per chi non avesse una cultura finanziaria adeguata, la prima e semplice avvertenza è quella di rivolgersi ad un consulente finanziario che, oltre a fornire indicazioni sullo strumento da selezionare, può fornire preziose indicazioni di asset al location”. “Proprio l’attività di asset allocation – prosegue l’esponente di iShares – risulta fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati. La disponibilità sul mercato di un’ampia gamma di prodotti rappresenta sicuramente un fattore positivo per l’investitore che, grazie agli ETF, può prendere esposizione su tutte le asset class tramite strategie anche molto complesse. Non si deve poi dimenticare che la semplicità rimane una delle caratteristiche fondamentali dello strumento , capace di costruire portafogli ben diversificati”.

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