La Bce riaccende le banche. A Milano un ETF con ampia presenza di banche tricolori

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L’affondo della Bce, con le nuove misure messe a punto a inizio mese da Mario Draghi per contrastare al meglio il rischio deflazione, potrebbero aiutare non poco a migliorare il sentiment del mercato nei confronti dell’economia dell’eurozona e di conseguenza sulle prospettive del settore bancario del Vecchio continente. Lo Stoxx Europe 600 Banks, principale indice del settore bancario europeo, aveva riacceso i motori già il mese scorso proprio sulle attese per nuove misure della Bce. Nell’ultimo mese il settore bancario è così risalito di ben il 9% rispetto ai minimi annui toccati nella prima decade di agosto e ha riportato in positivo del 4% il saldo da inizio anno.
Da Lyxor un ETF focalizzato su banche area euro
Il mese di settembre ha visto arricchirsi l’offerta di ETF legati al settore bancario con l’approdo a Milano del Lyxor UCITS ETF Eurostoxx Banks, il primo ETF di Borsa Italiana che permette di investire sul settore bancario dell’Area Euro. Lo strumento, già quotato su NYSE Euronext lo scorso febbraio, capitalizza i dividendi e presenta un TER dello 0,30%. Al suo interno annovera 30 banche, di cui ben 9 italiane: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca MPS, Banco Popolare, UBI, Mediobanca, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Sondrio. “Negli ultimi 2 anni il nostro storico ETF sul settore Banche Europa ha più che raddoppiato il proprio patrimonio, sfiorando la soglia degli 800 milioni di euro – rimarca Marcello Chelli, referente per i Lyxor ETF in Italia – e alla luce di questo si è deciso di lanciare anche un ETF sul sottoinsieme delle Banche Area Euro che ha raccolto 100 milioni di Euro in pochi mesi, grazie agli eccellenti rendimenti del settore (+31% a 1 anno e +63% a 2 anni)”.

Niente rischio cambio
Rispetto agli altri ETF che si rifanno a indici quali lo Stoxx Europe 600 Banks e che annoverano al loro intero anche banche europee non dell’area euro, il Lyxor UCITS ETF Eurostoxx Banks non presenta quindi un rischio di cambio. A livello geografico l’indice sottostante è pesato significativamente su Spagna (39%), Francia (21%) e Italia (21%). Secondo Jeanne Asseraf-Bitton, Head of Global Cross Asset Research di Lyxor AM, lo scenario successivo alla crisi finanziaria e la debolezza economica dell’Area Euro hanno mantenuto la valutazione delle banche sotto pressione, specialmente nei paesi periferici. Nel breve andranno monitorati gli esiti della AQR – Asset Quality Review (revisione della qualità degli attivi) che saranno divulgati entro la seconda metà di ottobre “e potrebbero svelare ulteriori ristrutturazioni da finalizzare nelle banche minori ed innescare quindi ulteriore volatilità, ma in generale è probabile che il premio al rischio delle banche rifletterà il miglioramento del rischio di credito e della trasparenza”, rimarca Asseraf-Bitton. “La AQR copre sia il business core sia il business non-core e potrebbe portare ad una migliore valutazione della somma dei due – conclude l’esperto di Lyxor AM – . Permangono significativi macro rischi in Europa, ma secondo noi i fondamentali del settore sono promettenti”.

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