Sulla locomotiva tedesca con nel motore anche le mid e small cap

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Germania caput mundi. Il trionfo ai campionati del Mondo in Brasile ha acceso ulteriormente i riflettori su Berlino che in questi anni si è confermata il traino dell’economia europea e uno dei mercati azionari del vecchio continente dalle performance più solide. Proprio a inizio luglio l’indice Dax di Francoforte ha toccato i nuovi massimi storici portandosi ben oltre la soglia dei 10mila punti prima del ritracciamento delle ultime settimane dettato principalmente dalle tensioni geopolitiche internazionali. Il saldo degli ultimi 12 mesi per il Dax è ampiamente positivo con un +15%.
La prima lettura sul Pil tedesco del secondo trimestre arriverà il 14 agosto, ma un piccolo campanello d’allarme lo ha lanciato la Bundesbank prevedendo nel proprio bollettino mensile di luglio una variazione congiunturale nulla rispetto al primo trimestre con l’attività di costruzione in aprile e maggio che è risultata inferiore a quella vista nei mesi invernali. Rallentamento fisiologico che la stessa banca centrale tedesca aveva parzialmente preannunciato nei mesi scorsi e dettato anche da effetti di calendario (meno giorni lavorativi complice il ponte del 1 maggio). Il mese scorso la Bundesbank aveva comunque rivisto al rialzo la sua previsione di crescita per la Germania indicando una crescerà dell’1,9% quest’anno, contro il +1,7% stimato in precedenza. Per il 2015 la Bundesbank prevede una espansione del 2% e per il 2016 un +1,8%.

Maggiore spesa pubblica darebbe ulteriore slancio a crescita
Ottimismo sulle prospettive della prima economia europea anche da parte del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che ieri ha alzato le sue previsioni sulla Germania. L’istituto di Washington prevede un Pil 2014 in crescita dell’1,9% rispetto al +1,7% indicato in precedenza. Alzate anche le stime per il prossimo anno: +1,7 per cento rispetto alla precedente previsione di +1,6%. L’istituto guidato da Christine Lagarde ha rimarcato che il Paese dovrebbe fare più investimenti pubblici per stimolare la crescita e sostenere la zona euro in blocco. Secondo l’Fmi la Germania potrebbe investire fino allo 0,5 per cento del Pil annuo in più per i prossimi quattro anni senza violare le regole di bilancio. La maggiore spesa pubblica dovrebbe essere indirizzata in progetti soprattutto in infrastrutture, trasporti ed educazione.

A Milano un nuovo ETF sul DAX
Freschi di sbarco sul mercato ETFPlus di Borsa Italiana sono due nuovi replicanti legati all’azionario tedesco. Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM), la divisione di risparmio gestito del gruppo Deutsche Bank, ha lanciato il 21 luglio quattro nuovi ETF a replica fisica. Tra questi spicca il db x-trackers Dax Index Ucits ETF (DR), quotato in Germania dal 2007 e con asset pari a circa 2,2 miliardi di euro che lo rendono uno dei maggiori ETF in Europa. L’ETF proposto dall’emittente tedesca, che presenta un TER dello 0,09%, va ad arricchire il numero degli ETF presenti a Milano che si rifanno al Dax, l’indice guida tedesco composto dalle 30 società a maggiore capitalizzazione quotate sulla Borsa di Francoforte. Ad oggi a Milano erano presenti solo altri due ETF a replica lineare sul Dax, l’iShares Core Ucits ETF e il Lyxor Ucits ETF Dax. Dal punto di vista settoriale il Dax vede una discreta diversificazione con chimica e materie prime al 24,1%, seguita da beni di consumo al 22,56%, finanziari al 15,68% e industriali al 14,76%. A livello di singoli titoli peso sopra la soglia del 10% solo per Bayer (10,1%), seguito da altri colosso dell’industria tedesca quali l’altra chimica Basf, Siemens, Daimler e Allianz.

Anche il primo replicante sulle mid e small cap tedesche
Esposizione differente al mercato azionario tedesco è offerta dal db x-trackers Mittelstand & MidCap Germany UCITS ETF (DR) che replica l’indice Solactive Mittelstand & MidCap Deutschland, rappresentativo delle piccole e medie imprese tedesche tipicamente concentrate in mercati di nicchia, con un orizzonte di gestione del business di lunghissimo termine e spesso dotate di una rete di distribuzione internazionale. Sebbene tali aziende siano quotate sul mercato Xetra, mantengono forti legami con le famiglie fondatrici e il management, che spesso detengono un’importante quota del capitale sociale. “Da per la prima volta in Italia sarà possibile investire nell’indice rappresentativo del Mittelstand e di altre medie imprese tedesche, che molti analisti considerano il vero motore della locomotiva Germania”, rimarca Mauro Giangrande, responsabile della Passive Distribution di DeAWM in Italia. L’indice sottostante non comprende società appartenenti ai settori bancario, assicurativo ed a settori finanziari diversificati (servizi finanziari, credito al consumo e mercati di capitali) ed è calcolato in Euro. L’indice è rivisto e ribilanciato con cadenza almeno annuale. Ad ogni revisione la ponderazione di una società nell’indice non può superare il 10%.

E due nuovi ETF su Usa ed equity globale (sviluppati+emergenti)
Tra le novità portate a Milano da Deutsche Bank c’è anche il db x-trackers Msci Usa Index Ucits ETF (DR), che offre esposizione alle società a media e larga capitalizzazione del mercato statunitense e dal lancio a Francoforte, il 9 maggio scorso, ha già raccolto oltre 230 milioni di euro. insieme al nuovo ETF sul Dax va ad arricchire la famiglia dei cinque db X-trackers Core ETF, creata dall’emittente tedesco per offrire un’esposizione ai principali indici azionari dei Paesi sviluppati con commissioni onnicomprensive (Total Expense Ratio) fra le più basse del mercato. L’ETF sul Dax ha un Ter dello 0,09%, ancora più basso quello sull’MSCI Usa che è di 7 basis point. A completare il poker di nuovi ETF sbarcato in Italia in 21 luglio c’è il db x-trackers Msci Ac World Index Ucits ETF (DR) che replica l’indice MSCI AC World Index, rappresentativo delle società di media e grande capitalizzazione di 25 Paesi sviluppati e 26 Paesi emergenti, pari a circa l’85% dell’universo azionario globale.

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