Sul toro di Wall Street andando anche leva sul Nasdaq

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Compleanno con record. Sono da poco scoccati i 5 anni dall’inizio del lungo rally borsistico che ha portato lo S&P 500, indice guida di Wall Street, a guadagnare il 177% ritoccando più volte i propri massimi storici in questo primo scorcio del 2014 nonostante l’emergere di alcune tensioni sui mercati, da ultimo il rischio di una guerra in Ucraina. Ma ora che il mercato toro sta entrando nel suo sesto anno, gli investitori possono continuare a guardare con fiducia alle azioni? “Non sono più a buon mercato e sarà necessaria una crescita economica più forte per guidare nuovi rialzi – commenta Russ Koesterich, global chief investment strategist di BlackRock – ma crediamo che i prezzi delle azioni sono più propensi a salire ancora che a scendere”.

Marcia in più per il Nasdaq
Niente massimi assoluti invece per il tecnologico Nasdaq che veleggia sui massimi dal lontano 2001, ossia dai tempi della bolla internet di inizio millennio. I massimi storici del marzo 2000 sono ancora abbastanza lontani ma quello che salta all’occhio è la costante capacità dell’indice tecnologico di sovraperformare rispetto agli altri indici principali di Wall Street. Partendo dai minimi di periodo toccati il 9 marzo 2009, il Nasdaq 100 vanta un eloquente +255% rispetto al già citato +177% dello S&P 500. Marcia in più che è stata marcata negli scorsi anni beneficiando del traino offerto prima dal rally incessante di Apple divenuta la società a maggior capitalizzazione del mondo. Nel 2013 invece a fare la voce grossa è stata Google con il raddoppio del proprio valore in Borsa nel giro di 2 anni e +45% considerando solo gli ultimi 12 mesi. Il colosso dei motori di ricerca ha così scalato la classifica di Wall Street per capitalizzazione strappando a Exxon Mobil il secondo posto.

Replicanti sul Nasdaq 100
Negli anni è cresciuta per quantità e qualità l’offerta di ETF atti a catturare le performance della più grande piazza finanziaria del pianeta e tra questi quelli sul tecnologico Nasdaq. Sul mercato ETFPlus di Piazza Affari sono cinque i replicanti che permettono di avere un’esposizione completa sui titoli delle società hi-tech statunitensi e tutti hanno come sottostante il Nasdaq 100, composto dai 100 titoli a maggiore capitalizzazione quotati sul Nasdaq. Oltre alle differenze a livello di costi fissi e metodologia dcoveri replica dell’indice sottostante, c’è un ETF (Amundi Nasdaq-100 Eu Hed Daily Ucits ETF) che permette di neutralizzare l’effetto delle fluttuazioni del cambio euro/dollaro. La copertura valutaria (hedging) è indicata soprattutto per chi teme una prolungata fase di apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro Usa. Di contro quelli classici sono da preferire in casi di dollaro forte.

A leva 3 (anche short)
Tra le ultime novità del mercato ETFPlus ci sono i nuovi replicanti targati Boost ETP, emittente specializzato in strumenti a leva long e short recentemente passata sotto il controllo della statunitense WisdomTree. A fine febbraio hanno fatto il loro debutto sul segmento sul segmento ETC/ETN del mercato ETFplus di Borsa Italiana sei nuovi replicanti di Boost, due dei quali si rifanno proprio al Nasdaq 100. Il Boost NASDAQ 100 3x Leverage Daily presenta una leva tre al rialzo, mentre il Boost NASDAQ 100 3x Short Daily consente una leva tre al ribasso. Gli ETP leva tre offrono un ritorno triplo sui movimenti giornalieri, long o short, degli indici azionari o sulle commodity prese a riferimento. Pertanto se il Nasdaq 100 in una determinata seduta registra un guadagno dell’1%, il Boost NASDAQ 100 3x Leverage Daily salirà del 3% mentre il Boost NASDAQ 100 3x Short Daily perderà il 3% (al netto di commissioni e aggiustamenti). La performance degli ETP a leva viene calcolata sulla base dei rendimenti giornalieri composti, pertanto i rendimenti misurati su periodi maggiori di un giorno possono discostarsi da quelli offerti dall’indice di riferimento (effetto compounding), in particolare in periodi caratterizzati da elevata volatilità. Si tratta quindi di strumenti finanziari idonei a investitori sofisticati che comprendono i rendimenti a leva e composti. Le nuove proposte di Boost, annoverano anche due ETP legati alle large cap statunitensi (leva tre al rialzo per il Boost US Large Cap 3x Leverage Daily e leva tre al ribasso per il Boost US Large Cap 3x Short Daily. Poi due ETP short leva due su gas naturale e argento.

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