A Milano il primo ETF a replica fisica sulla Cina

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Il 31 gennaio è ufficialmente iniziato l’anno del Cavallo in Cina che si preannuncia tra i più delicati degli ultimi anni. Lo scorso autunno il Terzo Plenum del partito comunista ha espresso una forte volontà politica di portare a compimento la transizione da un modello basato su investimenti ed esportazioni a uno incentrato sui consumi. Il programma di riforme strutturali è volto a ridurre l’intervento dello Stato nel mercato e aprire così la strada a un maggiore protagonismo dei settori privati nell’economia cinese. Pechino deve fare i conti con il concreto rischio di un nuovo rallentamento della crescita complice anche l’intento delle autorità di politica monetaria di porre un freno alla veloce espansione del credito. Le previsioni per quest’anno sono di un rallentamento del Pil a +7,4% dal +7,7% del 2013 secondo l’ultimo sondaggio Bloomberg. Si tratterebbe del ritmo più basso dal 1990. Il Fmi rimarca però nel suo aggiornamento di gennaio del World Economic Outlook come la Cina continuerà a guidare la crescita globale con un +7,5% del Pil, ancora decisamente meglio della media del +5,1% dei Paesi emergenti.

Borsa cinese pronta a ripartire?
Timori che fino ad oggi non hanno mancato di raffreddare l’umore degli investitori verso la Cina. L’indice Hang Seng China Interprices presenta un saldo negativo del 9% negli ultimi 12 mesi e anche il saldo da inizio anno è in negativo, così come quello del CSI 300 che a gennaio è arrivato a trattare solo 5,5 volte gli utili attesi 2014. Multipli così bassi non si vedevano dal 2007.  Segnali di ripresa si sono visti nelle prime sedute successiva alla lunga pausa per il capodanno cinese grazie anche ai riscontri migliori delle attese relativi ai consumi durante le feste per il capodanno.
Secondo gli esperti di JP Morgan questo potrebbe essere il momento giusto per riposizionarsi sulla Cina consigliando quindi di acquistare l’equity cinese. “Ci aspettiamo un rimbalzo del mercato del 15-20% nelle prossime settimane – rimarca Michael Yu, strategist di JP Morgan – una volta che la crescita si stabilizzerà a causa della stagionalità e il mercato si focalizzerà sulle riforme strutturali”.

A Milano il primo ETF a replica fisica sulla Cina
Per prendere posizione sull’azionario cinese sul mercato EtfPlus di Borsa Italiana si contano nove ETF che permettono di investire sull’azionario cinese, uno dei quali (il db x-trackers HSI Short Daily Index ETF) replica all’inverso il rendimento su base giornaliera dell’Hang Seng Index.
Novità di questa settimana è l’approdo a Milano del db x-trackers Harvest CSI300 Index UCITS ETF (DR), il primo fondo indicizzato quotato in Italia ad offrire un’esposizione diretta al mercato azionario della seconda economia mondiale. L’ETF proposto da Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM) e Harvest Global Investments Limited, presenta un TER dell’1,1% e si rifà all’indice  CSI300, composto da azioni cinesi di tipo “A”. Harvest Global Investments Limited è una controllata di Harvest Fund Management Co. Ltd, la joint venture cinese nell’asset management di Deutsche Bank, e vanta oltre 50 miliardi dollari in gestione a livello globale. Harvest gestisce anche il più grande ETF al mondo a replica fisica di azioni “A” cinesi, l’ETF Harvest CSI300 Index, che è quotato in Cina e conta attualmente un patrimonio di circa 5 miliardi di dollari.
“DeAWM ha saputo cogliere per prima le opportunità del cambiamento della normativa Cinese che rende finalmente accessibile agli investitori esteri il grande potenziale di lungo termine di questo mercato azionario”, ha commentato Mauro Giangrande, responsabile del Passive Distribution di DeAWM in Italia. Secondo l’esponente dell’emittente tedesca la nuova proposta dovrebbe attirare un grande interesse “non solo da parte degli investitori istituzionali, ma anche dai retail, in linea con il successo riscosso negli altri Paesi esteri”. Il db x-trackers Harvest CSI300 Index UCITS ETF (DR) – lanciato a New York nel mese di novembre e il mese scorso sia a Londra che a Francoforte – nei soli Stati Uniti ha attirato afflussi per oltre 200 milioni di dollari entro la fine 2013. DeAWM dal luglio 2012 offre un ETF a replica sintetica sempre sul CSI 300 che in un anno e mezzo ha raggiunto i 950 milioni di dollari in gestione.

La peculiarità delle azioni classe A
L’indice CSI300 replica la performance delle 300 maggiori e più liquide azioni di tipo “A” della Borsa cinese. Le azioni di tipo “A” sono quotate sulle borse di Shanghai e Shenzhen in Renminbi cinesi e rappresentano il segmento di azioni cinesi più ampio. Attualmente sono 2.467 le azioni di tipo “A” e soltanto 106 azioni di tipo “B”, quotate in USD (Shanghai) o dollari di Hong Kong (Shenzhen) e 178 azioni di tipo “H”, quotate sulla Borsa di Hong Kong. A fine novembre 2013 la capitalizzazione di mercato delle azioni di tipo “A” superava i 3.900 miliardi di dollari, un valore pari al 75% circa della capitalizzazione totale del mercato dei titoli cinesi quotati sulle borse di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong.  Solo gli investitori stranieri designati dall’Authority Cinese come Qualified Foreign Institutional Investors (QFII) o Renminbi Qualified Foreign Institutional Investors (RQFII) possono investire in azioni “A”. Da ricordare che gli ETF sulle azioni A permettono agli investitori di beneficiare di un eventuale apprezzamento del renminbi nei confronti dell’euro.

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