Replicanti all’attacco di quota 3.000 mld $ di asset

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Le attività globali degli ETF supereranno di slancio i 2.500 miliardi di dollari nel 2014, ma nel caso si materializzi un “forte mercato toro” potrebbero puntare anche verso quota 3.000 mld. A prevederlo è Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM) nel proprio “ETF Annual Review & Outlook” che in uno scenario base vede un +17% delle masse gestite nel corso di quest’anno dopo il +28% registrato nel 2013. Lo scorso anno le attività di negoziazione degli ETF sono cresciute del 10% raggiungendo i 15.700 miliardi dollari a livello globale.

Il nuovo progresso atteso per quest’anno secondo DeAWM sarà suddiviso in un +11% da nuovi flussi di cassa, pari a 250 miliardi di dollari e nel +6% garantito dall’apprezzamento degli asset. Gli Stati Uniti dovrebbero dare ancora una volta il maggiore contributo all’industria dei replicanti con una crescita in linea (17%) e una raccolta di circa 190 miliardi di dollari. Ipotizzando invece una fase di mercato toro, gli asset degli ETF potrebbero arrivare a crescere di oltre il 30% fino alla soglia dei 3.000 miliardi.

Mercati sviluppati visti ancora in cima a preferenze
L’outlook di DeAWM vede molte delle tendenze del 2013, che hanno visto le preferenze degli investitori andare verso gli asset rischiosi – in particolar modo Stati Uniti (+ 144,6 mld $), mercati Sviluppati nel loro complesso (+53,3 mld $), Giappone (+37,4 mld $), beni ciclici domestici (+31,2 mld $) e finanziari (+ 13,3 mld $) – continuare anche nel corso di quest’anno.
Le azioni dovrebbero quindi continuare ad attirare la maggior parte dei flussi con mercati sviluppati ancora in prima fila rispetto agli emergenti, mentre il reddito fisso dovrebbe registrare un altro anno di lievi flussi. Inoltre i deflussi dalle materie prime dovrebbero attenuarsi. Relativamente all’azionario DeAWM prevede un “rimpasto” in termini di allocazioni geografiche con Stati Uniti e Giappone un po’ meno gettonati rispetto al 2013 a favore dell’Europa). I flussi del reddito fisso dovrebbero concentrarsi invece sugli High Yield e la duration di breve durata.

Negli Usa i replicanti battono i fondi comuni
Guardando a quello che è accaduto nel corso del 2013, negli Stati Uniti gli ETF hanno battuto i fondi comuni nella gara per la raccolta di asset. “In un anno caratterizzato da bassa volatilità e basse correlazioni che dovrebbero avvantaggiare la gestione attiva – rimarca il report della divisione di asse management di Deutsche Bank – gli ETF sono cresciuti più rapidamente e hanno registrato una raccolta netta superiore ai fondi comuni sia nell’arena azionaria che del reddito fisso. Non stupisce che molti gestori di patrimoni tradizionali stiano mettendo a punto le loro strategie di ingresso nel settore degli ETF”.

In Europa si conferma il focus su passaggio da replica sintetica a fisica
Sul mercato europeo degli ETF è rimasto centrale il tema del passaggio dalla replica sintetica alla replica fisica. Sulla scia della domanda degli investitori importanti provider quali Lyxor e Deutsche Bank si sono spostati verso gli ETF fisici per mantenere quote di mercato. Le aspettative di un forte mercato azionario per il 2014 potrebbero tradursi in un significativo incremento delle attività di ETF quotati in Europa favorendo un ulteriore avvicinamento ai replicanti da parte degli investitori retail. Gli strategist di Deutsche Bank sono ottimisti sull’azionario europeo per il 2014 sulla scorta del miglioramento del mercato del credito e delle piccole-medie imprese indicando un target di 375 punti per lo STOXX 600 nel 2014 (+13% rispetto ai livelli attuali).

Smart Beta e copertura valutaria
Quest’anno potrebbe vedere un crescente interesse verso gli indici alternativi o Smart Beta. In un recente sondaggio condotto da Cogent Research preso gli investitori istituzionali, oltre la metà (53%) intende aumentare le loro allocazioni sui prodotti smart beta in futuro. Secondo DeAWM anche i prodotti con copertura valutaria sono suscettibili di essere messi a fuoco nel 2014 dopo il forte interesse dello scorso anno in scia alla significativa volatilità dello Yen giapponeseche ha causato un’erosione delle azioni per perdite valutarie. Gli investitori in Europa potrebbero pertanto alimentare la domanda di nuovi prodotti con copertura valutaria.

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