A New York, Sidney e Zurigo senza badare al rischio valuta

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Se la volatilità del mercato azionario quest’anno si è attestata a livelli molto bassi, lo stesso non si può dire per quella sui mercati valutari a partire dal marcato deprezzamento che ha caratterizzato lo yen complice la svolta ultra-espansiva in seno alla Bank of Japan. Ma sbalzi di umore hanno caratterizzato quest’anno anche il dollaro statunitense complice l’incertezza sulle future mosse della Federal Reserve e la sterlina che negli ultimi mesi ha messo la freccia del sorpasso sospinta dalla decisa accelerazione dell’economia britannica.
La crescente volatilità delle valute può mettere a rischio i guadagni di investimento e una risposta a questo scenario sui mercati è rappresentata dalla crescente offerta di ETF currency hedged.

La fluttuazione delle valute può in alcuni casi offrire un extra-rendimento, in altri però può anche portare a perdite nel portafoglio a fronte di scelte comunque corrette. In questo 2013 l’investitore europeo che ha puntato attraverso gli ETF su un indice legato al Giappone con copertura valutaria è riuscito a strappare una sopraperformance a doppia cifra rispetto all’alternativa di un ETF tradizionale sul Giappone (+45% circa l’ Msci Japan Eur Hedged rispetto al +22% del tradizionale Msci Japan).

Le nuove proposte di UBS
Dal 2 dicembre ci sono tre nuovi replicanti con copertura valutaria sul parterre di Piazza Affari. Le new entry proposte da UBS Global Asset Management permettono di investire neutralizzando l’oscillazione dei tassi di cambio sui mercati azionari di Usa, Svizzera e Australia. Con questo lancio sono saliti a sette gli ETF euro hedged di Ubs, di cui sei azionari legati rispettivamente a Regno Unito, Svizzera, Canada, Australia, Stati Uniti e Giappone. Per tutti è tre i nuovi ETF è prevista la copertura mensile del rischio di cambio Simone Rosti (UBS ETF)mediante l’utilizzo di contratti forward a un mese. “Mettiamo a disposizione degli investitori italiani – ha commentato Simone Rosti, responsabile Italia di UBS ETF – la gamma di ETF con la copertura del rischio di cambio più ampia in Borsa Italiana con TER estremamente contenuti, da un minimo di 0,30% a un massimo di 0,50%”. “Ciò che conta – prosegue Rosti – è che gli investitori allochino le loro risorse inserendo in portafoglio solo i rischi che consapevolmente vogliono sostenere. Da questo punto di vista gli ETF hedged di UBS offrono la possibilità di esporsi su mercati azionari delle economie sviluppate senza dover prendere in considerazione come si muoveranno le loro valute rispetto all’euro”.
Nel dettaglio le nuove proposte dell’emittente elvetico si rifanno a indici legati a tre dei principali mercati azionari mondiali: la Borsa degli Stati Uniti che è ancora di gran lunga la più grande al mondo; quella di Zurigo che è tra le più gettonate del vecchio continente e infine la Borsa di Sidney. Ecco nel dettaglio le peculiarità dei tre ETF e dei relativi sottostanti.

New York
L’UBS ETF MSCI USA 100% hedged to EUR UCITS ETF A Acc si rifà all’MSCI USA 100% hedged to EUR che è un indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato rettificata per il flottante. Comprende circa 600 società statunitensi a media e larga capitalizzazione. I titoli sono classificati secondo i Global Industry Classification Standard (GICS) e filtrati in base alla dimensione, liquidità e flottante minimo.

Sidney
L’UBS ETF MSCI Australia 100% hedged to EUR UCITS ETF A Acc si rifà all’indice MSCI Australia 100% hedged to EUR, un indice che misura l’andamento dei mercati azionari australiani. Attualmente i titoli presenti nell’indice sono 71. Nei primi 9 mesi del 2013 l’indice Msci Australia è salito del 2,34%, mentre sempre nello stesso arco temporale la versione hedged ha fatto segnare un +14,12% complice il cospicuo apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro australiano nei primi tre trimestri del 2013.

Zurigo
L’UBS ETF MSCI Switzerland 20/35 100% hedged to EUR UCITS ETF A Acc replica l’andamento dell’MSCI Switzerland 20/35 100% hedged to EUR, un indice sul mercato azionario della Svizzera. Peculiarità di quest’indice oltre alla copertura valutaria è il cap di ponderazione fissato al 35% per il primo titolo e al 20% per i successivi. L’indice risulta composto da 39 titoli quotati a Zurigo, rappresentativi dell’85% della Borsa Svizzera.

L’emittente elvetico ha quotato sempre il 2 dicembre un altro strumento sull’azionario svizzero senza però la copertura dall’andamento del tasso di cambio EURO/ CHF, l’UBS ETF MSCI Switzerland 20/35 UCITS ETF A Acc. La modalità di replica adottata da questi UBS ETF è fisica completa (“full replication”) con quindi l’acquisto di tutti i titoli inclusi nell’Indice in proporzione pari ai pesi che essi hanno nell’indice affinché la performance del fondo sia costantemente allineata a quella del benchmark.

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