Mouly (Lyxor): è la qualità della replica a fare la vera differenza tra i vari ETF

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ETFNews ha incontrato Matthieu Mouly, da poco global head of strategy, product development e sales coordination di Lyxor Asset Management, per fare il punto sul mercato degli ETF e sui progetti dell’emittente francese

A febbraio di quest’anno sono entrate in vigore le nuove direttive Esma, cosa è cambiato per l’industria degli ETF e quali passaggi devono ancora compiersi?
La discussione di questi anni è stata salutare per l’industria europea degli ETF. L’Esma (l’organismo che coordina le Consob europee), nel suo documento di luglio 2012, ha sostanzialmente affermato che il potenziale rischio di controparte della replica fisica e della replica sintetica è identico (a causa, rispettivamente, del prestito titoli e dello swap). Al riguardo Lyxor ritiene che, nella replica fisica, si debba utilizzare il prestito titoli solo quando il relativo rendimento addizionale riesca a compensare più che opportunamente il rischio aggiuntivo. Pensiamo che gli Etf dei competitor non soddisfino sempre tale approccio. Inoltre bisognerebbe monitorare attentamente la tracking error volatility che, in media, risulta più alta negli Etf fisici (rispetto ai sintetici): in merito ci auspichiamo la diffusione di indicatori sintetici ed immediati (come l’Etf Efficiency Indicator di Lyxor) che consentano all’investitore di valutare e comparare, con semplicità, la qualità della replica dei vari Etf (che solo apparentemente sono simili). In questo modo potrà palesarsi la migliore replica dei Lyxor Etf.

Quali sono i riscontri sul passaggio alla replica fisica di alcuni ETF della gamma obbligazionaria, come gli investitori hanno recepito questo cambio?
In questi mesi abbiamo avuto dei feedback molto molto positivi (risale a dicembre 2012 il passaggio alla replica fisica dei primi Lyxor ETF, ndr) e continueremo ad ampliare la gamma a replica fisica quando riterremo che, su un dato sottostante, la replica sintetica non riesca a garantire una qualità di replica significativamente superiore rispetto alla replica fisica. Non siamo dogmatici: continueremo a scegliere la modalità di replica (fisica o sintetica) nel migliore interesse dei nostri clienti.

A livello strategico nell’ultimo anno Lyxor si è mostrata anche molto attenta al fattore costi, rivedendo al ribasso il TER di alcuni dei propri principali ETF. Con l’avanzata di Vanguard in Europa si sta andando incontro a una guerra dei prezzi simile a quella che caratterizza il mercato Usa?
Lyxor monitora ed aggiorna costantemente le caratteristiche della sua gamma di ETF per garantire la migliore qualità agli investitori. Le commissioni annue sono solo una dimensione della qualità di un ETF. Gli investitori, al fine di selezionare i migliori ETF, devono analizzare, tra le altre cose, anche l’efficacia della replica dell’ETF e la sua liquidità. Una tracking error volatility contenuta può consentire di abbattere il costo effettivo sostenuto dagli investitori più di quanto possa fare un Ter più basso della media. Per principio siamo sempre pronti a prendere ulteriori iniziative volte ad aumentare la competitività dei Lyxor ETF.

Le forti oscillazioni sui mercati valutari, in particolare dello yen a seguito del varo della politica monetaria ultraespansiva da parte della Bank of Japan , hanno contribuito quest’anno al successo degli ETF a copertura valutaria e voi recentemente avete lanciato il Lyxor UCITS ETF Japan (Topix) – Daily Hedged. Pensate sia una tipologia di prodotti destinata ad allargare il suo raggio d’azione?
Il nostro nuovo ETF sul Topix ha apportato un elemento di innovazione rappresentato dalla copertura del rischio cambio su base giornaliera (e non mensile). In generale gli strumenti currency hedge permettono di prendere posizione su un mercato al di fuori dell’area euro, come il Giappone, senza doversi preoccupare del fattore cambio: si tratta un’importante opzione per una gestione ottimale del proprio portafoglio d’investimento. Sono comunque ETF che possono essere realizzati per mercati maturi, mentre risulta decisamente complesso mettere in atto una copertura valutaria per i mercati emergenti.

Mantenete l’obiettivo di tornare numero due in Europa?
Guardando alla restante parte del 2013, Lyxor mantiene l’obiettivo di scalzare Deutsche Bank dalla seconda posizione a livello europeo per masse gestite. Siamo ambiziosi e quindi guardiamo al secondo gradino e, un domani, anche al primo.

Dopo l’acquisto della divisione ETF di Credit Suisse da parte di iShares vede all’orizzonte un nuovo round di consolidamento del settore in Europa?
In Europa c’è ancora una certa frammentazione e pertanto il numero di provider è destinato a ridursi anche alla luce della progressiva concentrazione delle masse verso i tre maggiori emittenti. Lyxor ritiene “core” quattro mercati (Londra, Parigi, Francoforte e Milano), tra cui spicca Borsa Italiana dove da anni risultiamo leader per volumi scambiati (così come in Francia). Relativamente ai Lyxor ETF, ci piace evidenziare che in Europa essi hanno il più elevato rapporto tra volumi scambiati e masse gestite che, come noto, è un elemento chiave per chi analizza la liquidità di un ETF.

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