Avvantaggiasi della guerra delle valute con gli ETF

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I repentini movimenti dei cross valutari dettati dalle politiche monetarie ultra-espansive di alcune banche centrali si tramutano in interessanti opportunità d’investimento anche attraverso gli ETF

Il G20 di Mosca si è concluso con un nulla di fatto. I principali esponenti del mondo della finanza hanno fatto a gara per chi negava con più fermezza l’esistenza di una guerra valutaria. A definire esagerato il termine “currency war’ è stata la stessa direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, seguita sulla stessa lunghezza d’onda dalle dichiarazioni del Governatore della Bce, Mario Draghi. Nella realtà l’aumento della volatilità delle valute è tangibile sui mercati con la scintilla rappresentata indubbiamente dal nuovo corso in Giappone con la nuova politica monetaria imposta dal nuovo esecutivo guidato da Shinzo Abe. “Se si dovesse tornare a un ambiente caratterizzato da politiche centrali molto divergenti e di guerra delle valute – commenta Dave Fishwick, Head of Macro and Equities Investments di M&G – il mercato dei tassi di cambio potrebbe comportare un aumento della volatilità e delle opportunità connesse”.
La nuova ondata di allentamento quantitativo che sta mettendo in cantiere Tokyo ha avuto l’immediato effetto di una svalutazione marcata dello yen rispetto alle altre principali valute. Dal momento in cui Abe è salito al governo, lo yen si è indebolito del 27% contro dollaro e del 20% contro Euro in meno di tre mesi. Non va dimenticato che diversi paesi del membri del G7 quali gli Stati Uniti (al terzo round del quantitative easing) e il Regno Unito (programma di acquisto di asset per 375 miliardi di sterline) da tempo portano avanti politiche simili a quella del Giappone ed è molto difficile che alcuni paesi del G7 possano criticare l’azione del Giappone.
L’interesse non si ferma esclusivamente alla divisa giapponese. Dai minimi del luglio scorso l’euro ha recuperato con decisione posizioni rispetto alle altre principali valute arrivando a far temere un suo eccessivo apprezzamento con ripercussioni sulla competitività dell’economia dell’eurozona. Movimento opposto per la sterlina che è alle prese con l’ennesima ricaduta recessiva d’oltremanica abbinata ai problemi dei conti pubblici del Regno Unito che hanno portato venerdì scorso Moody’s a togliere la tripla A al debito d’oltremanica. Da inizio anno la sterlina ha già ceduto il 7% rispetto al dollaro scivolando a inizio settimana sui minimi a due anni e mezzo e le prospettive sono di un ulteriore indebolimento alla luce del fatto che la Bank of England sarà con ogni probabilità costretta a immettere ulteriore liquidità nel sistema per cercare di dare fiato all’economia britannica.

Cavalcare i  movimenti delle valute con i currency ETC
Per chi vuole sfruttare a proprio vantaggio le fluttuazioni valutarie sul mercato ETFPlus sono presenti 12  Exchange traded currency che replicano le versioni triple long e triple short degli indici Msfxsm pubblicati da Morgan Stanley, moltiplicando quindi per tre al rialzo o al ribasso la variazione dell’indice di riferimento. Nel dettaglio questi ETC forniscono un’esposizione tra l’euro e sei tra le maggiori valute mondiali (dollaro Usa, yen giapponese, dollaro australiano, franco svizzero, dollaro canadese e sterlina britannica). In questi mesi la performance migliore è stata proprio quella dello strumento legato allo yen (ETFS 3x Short YEN  Long EUR) con un +72% negli ultimi 6 mesi di quotazione e +38% considerando solo gli ultimi 3 mesi. Performance molto interessanti le ha offerte anche l’ETFS 3x Short GBP  Long EUR (+18,5% negli ultimi 3 mesi).  Questi strumenti d’investimento, essendo prodotti a leva, prevedono un ribilanciamento giornaliero, quindi i rendimenti calcolati su periodi superiori a un giorno possono discostarsi anche di molto dalle performance effettive dei cross valutari. In particolare, tenderanno a sottoperformare in presenza di mercati volatili senza direzione, mentre risultano maggiormente premianti se si è in presenza di tendenze di lungo periodo di determinati cross valutari. I currency ETC possono essere utilizzati sia per catturare determinati trend di mercato, ma anche in un’ottica di copertura. Tra le possibili modalità di utilizzo strategico, gli ETC currency si prestano anche a investimenti focalizzati sulle classiche valute rifugio, il franco svizzero e lo stesso yen, in contesti di elevata avversione al rischio; oppure come mezzo per posizionarsi sulle commodity currency (dollaro australiano e dollaro canadese) che risultano premianti soprattutto in periodi di forte espansione economica con prezzi delle materie prime in ascesa. In generale, come tutta la famiglia dei replicanti a leva, si tratta  di strumenti adatti soprattutto a investitori professionali e a operazioni di trading di breve periodo.
Per gli investitori alla ricerca di strumenti non a leva, a Londra ETF Securities offre una gamma ampia di prodotti che coprono le valute del G10, lo yuan cinese (renminbi) e la Rupia indiana. Anche db x-trackers ha prodotti simili su un certo numero di monete compreso il dollaro Usa, dollaro di Singapore e dollaro australiano. Ancora più completa è l’offerta nel mercato statunitense con ProShares leader attraverso una serie di ETF sulle valute. Questo mese ha poi fatto il debutto a New York il Pimco Foreign Currency Strategy ETF finalizzato a offrire la possibilità di diversificare rispetto al dollaro attraverso un portafoglio, gestito attivamente, di valute e obbligazioni in valuta.

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