La guerra dei prezzi sul mercato ETF avvantaggia l’investitore

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La forte concorrenza sul mercato statunitense degli ETF si sta traducendo per gli investitori in un generalizzato assottigliamento delle commissioni. Battaglia sulle management fees che vede protagonista soprattutto Vanguard con i propri ETF che stanno registrando quest’anno forti afflussi (nei primi 8 mesi del 2012 37,8 mld di dollari, già superati i 36 mld di tutto il 2011) guadagnando terreno rispetto al leader di mercato, iShares, che vanta un saldo positivo di 35,3 mld nei primi 8 mesi dell’anno. Secondo quanto calcolato da S&P Capital IQ per ogni 10 mila dollari investiti, gli ETF di Vanguard in media presentano commissioni pari a 17 dollari, decisamente inferiori rispetto alla media di 46 dollari di iShares. Esempio emblematico è il Vanguard MSCI Emerging Markets che a fine agosto vanta asset under management per 53,5 mld di dollari e afflussi per 9,8 mld negli ultimi 8 mesi grazie anche a fees scese a 20 punti base dai 30 di quando fu lanciato e che si confrontano con lo 0,67% che caratterizza il suo principale concorrente l’iShares MSCI Emerging Markets. L’aspetto dei costi è destinato a rappresentare anche nel prossimo futuro un punto focale per il mercato degli ETF con gli emittenti alle prese con una battaglia sempre più feroce per offrire prodotti con oneri ridotti ai minimi termini e spingere dalla propria parte gli investitori che si mostrano maggiormente sensibili al fattore commissioni al momento di scegliere su quale ETF posizionarsi.

BlackRock pronta a sforbiciata commissioni di alcuni degli ETF iShares
Per evitare di perdere eccessivamente quota di mercato iShares sta preparando alcune contromisure. La piattaforma ETF di BlackRock ha infatti preannunciato l’applicazione di minori commissioni per alcuni dei propri ETF. Laurence Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock, ha sfruttato il palcoscenico della Barclays Global Financial Services Conference tenutasi lunedì a New York per rivelare che la riduzione delle fees dovrebbe avvenire nel corso del quarto trimestre 2012, probabilmente nella prima parte del prossimo trimestre. Fink già a luglio aveva anticipato “un piano” per affrontare al meglio la forte concorrenza sul mercato statunitense. La sforbiciata ai costi sarà relativa solo ad alcuni ETF core, proprio al fine di controbattere al meglio alla forte concorrenza sul mercato Usa, e non un cambio di rotta strategico per l’emittente leader mondiale.

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