Nuovi modi per puntare sugli Usa con gli ETF settoriali

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Le prospettive legate all’azionario d’oltreoceano solleticano sempre più gli investitori europei alle prese con la perdurante debolezza relativa dei mercati del Vecchio continente invischiati nella crisi del debito. E aumentano anche gli strumenti atti a prendere posizione su Wall Street. Ultimi in ordine di tempo a sbarcare sul mercato italiano degli ETF sono i nove replicanti settoriali proposti da Lyxor, in quotazione sull’ETFPlus dal 7 maggio.
Settoriali S&P 500, ogni titolo non può pesare più del 20%
Si tratta dei primi fondi a gestione passiva quotati in Italia che consentono agli investitori di Piazza Affari di prendere posizione sui comparti merceologici che compongono l’indice S&P 500, principale indice azionario statunitense. Rispetto alla classificazione settoriale internazionale (Gics) articolata su 10 macrosettori, quella della Borsa statunitense ne prevede solo nove poiché riunisce nello stesso indice le società che operano nelle telecomunicazioni e nell’information tecnology.
La selezione delle azioni inserite negli indici settoriali S&P Select Sector Capped 20% avviene in relazione alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante e il peso di ogni titolo è limitato al 20% al fine di garantire una adeguata diversificazione.
I nuovi ETF settoriali Usa di Lyxor, contrariamente a quelli statunitensi, sono costituiti in Europa e quindi sottoposti ad un’Authority europea (AMF) e armonizzati UCITS IV. L’investitore risulta esposto al rischio legato alle fluttuazioni del cambio euro/dollaro. E’ prevista la capitalizzazione dei dividendi con il TER (Total Expense Ratio) pari allo 0,20%. “Con un TER di appena 0,2% all’anno – ha rimarcato Marcello Chelli, referente per l’Italia dei Lyxor ETF – questi ETF settoriali offrono costi in linea o addirittura inferiori rispetto agli omologhi statunitensi. Si tratta indubbiamente di uno sforzo commerciale molto significativo e senza precedenti”.  Con questa nuova tornata di quotazioni, Lyxor porta a quota il totale dei propri strumenti appartenenti alla gamma degli ETF settoriali, composta già da 18 settori europei (Stoxx Europe 600), 4 settori europei short (Stoxx Europe 600 Short), 10 settori mondiali (MSCI World), 5 settori asiatici (MSCI AC Asia Ex Japan) e, appunto, 9 settori statunitensi (S&P 500).
Utilizzo degli ETF settoriali
Quali i possibili vantaggi di affidarsi a indici settoriali? In primo luogo gli ETF settoriali permettono di attuare un investimento diversificato in un comparto di attività di specifico interesse. L’investimento su un singolo comparto, pur presentando una maggiore componente di rischio, permette di avere un approccio più attivo nei confronti del mercato dotandosi della possibilità di cavalcare le opportunità che, in un determinato momento, uno specifico settore può dare rispetto a un altro. Attraverso la rotazione settoriale e le strategie Long/Short è possibile pertanto beneficiare di tutte le fasi del ciclo economico e di ottimizzare il profilo rischio/rendimento del portafoglio d’investimento. Inoltre la forte dispersione dei rendimenti dei settori risulta fondamentale per diversificare un portafoglio o per generare alpha (valore) con una gestione attiva. A riprova Lyxor rimarca come, da inizio anno, la differenza di performance tra il migliore e peggiore settore dell’S&P 500 è stato di oltre il 18%.

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