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La relazione tra volumi e volatilità negli ETF

Scritto il alle 10:49 da Redazione

I mercati hanno appena archiviato un primo trimestre del 2012 trionfale con Wall Street che ha ripetutamente aggiornato i massimi dal 2008 (dal 2000 se si considera il tecnologico Nasdaq) e rialzi a doppia cifra rispetto ai livelli di fine 2011. L’avanzata dei mercati non ha mancato di riflettersi sull’andamento dell’industria degli ETf che ha visto le proprie masse in gestione aumentare notevolmente in questi mesi toccando i nuovi livelli record. L’ultimo ETF Landscape Report sull’andamento del mercato degli ETP redatto dal BlackRock Investment Institute evidenzia come nei primi due mesi del 2012 gli ETP hanno attratto afflussi netti pari a 52,4 miliardi di dollari, più che raddoppiati rispetto a quelli registrati nell’analogo periodo 2011. E il patrimonio in gestione ha raggiunto quota 1.720 miliardi di dollari, in crescita del 12,8% da inizio anno.

Volumi in calo, la spiegazione arriva dalla volatilità
Di contro negli ultimi mesi si è assistito a un calo consistente dei volumi. A febbraio 2012 il volume di negoziazione medio giornaliero degli ETF si è attestato a quota 61,8 miliardi di dollari, in aumento del 5,5% rispetto ai minimi toccati nel primo mese del 2012, ma ben il 21,6% sotto la media dei 12 mesi precedenti (da febbraio 2011 a gennaio 2012) che risulta di 78,7 mld di dollari.
C’è quindi un’incoerenza tra mercato rialzista e andamento opposto dei volumi di negoziazione o c’è una spiegazione? Per ottenere una migliore comprensione della situazione, l’ultimo Global Markets Research di Deutsche Bank sul mercato Usa degli ETF ha esaminato i modelli storici per i flussi di cassa, il volume, la volatilità e il mercato, con particolare attenzione agli ETP. Il risultato è che i  volumi sono strettamente correlati al livello di volatilità. “In generale – rimarcano gli esperti della banca tedesca – abbiamo osservato che i volumi schizzano in alto attorno ai picchi di volatilità e scendono invece quando la volatilità decresce”. Di contro durante periodi di calo della volatilità si è soliti riscontrare flussi in entrata, così come effettivamente successo in questi mesi con 52 mld di dollari di afflussi sugli ETP.
Nel primo trimestre del 2012 la media della volatilità è stata del 18,2%, decisamente sotto il 27,7% medio degli ultimi 45 mesi. E in questo periodo si è contestualmente assistito a un calo dei volumi nell’ordine del 13% annuo per gli ETP in generale, percentuale che sale al 15% per i replicanti legati a indici azionari.

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