I metalli preziosi galoppano più dell’equity. L’offerta di ETC ed ETN

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L’inizio del 2012 non è coinciso solo con il poderoso rally dell’azionario. Se Wall Street ha messo a segno il miglior gennaio dal 1997, l’oro ha siglato il miglior incipit d’anno degli ultimi 34 anni sfiorando il progresso a doppia cifra. Crescita folgorante anche per gli altri preziosi con rialzi del 19% sia per argento che per platino da inizio anno rispetto al +8% dello S&P 500.
Performance anomale visto che solitamente i preziosi sono percepiti come classici bene rifugio adatto più per momenti di debolezza dell’equity. Il mercato però sta probabilmente già guardando avanti come ha sottolineato il gestore di hedge fund John Paulson che, nonostante nel quarto trimestre abbia ridotto del 15% la partecipazione detenuta nell’Spdr Gold Trust (il maggiore ETF mondiale sull’oro fisico) ha raccomandato di acquistare oro perché quando le pressioni inflazionistiche diverranno evidenti, l’oro si sarà già mosso.

Attese inflattive sostengono i preziosi
Anche secondo l’ultimo report pubblicato settimana scorsa dal World Gold Council nel 2012 la domanda di oro da investimento sarà trainata dalle pressioni inflazionistiche che spingono i tassi di interesse reali in territorio negativo (il Treasury decennale rende circa il 2%, sotto il 2,9% a cui staziona l’inflazione Usa). Secondo il Wgc, guardando ai fondamentali, il trend rialzista per il metallo è destinato a continuare.
Da un sondaggio condotto da Nomura tra 164 investitori è emerso a inizio anno che proprio l’oro rappresenta l’asset preferito con il 19,5 per cento degli interpellati che intende acquistare oro e non mollare il metallo giallo fino alla fine del 2012. “L’immissioni di liquidità da parte delle banche centrali dovrebbero sostenere l’oro come strumento per mitigare l’effetto negativo del deleveraging del debito”, sottolinea Bank of America che ha per il metallo prezioso un target a 12 mesi a quota 2.000 dollari l’oncia.
Il consensus Bloomberg vede i prezzi dell’oro attestarsi a 1.800 dollari a fine giugno per poi spingersi fino a 1.900 nell’ultima parte dell’anno, riportandosi quindi sui massimi storici toccati a settembre 2011.

Gli ETC/ETN su oro & co.
Lo scorso anno si è chiuso con asset degli ETP sull’oro che a livello globale hanno toccato al quota record di 123 miliardi di dollari statunitensi, in crescita del 19% rispetto ai livelli di fine 2010 (fonte: Global Commodity report di ETF Securities).
Sul mercato ETFPlus di Piazza Affari sono diversi gli ETC/ETN che permettono di posizionarsi sia  sul singolo metallo che su indici che raggruppano i varimetalli  preziosi come il ETFS Precious Metals DJ-Ubsci, affiancato a inizio anno da altri due ETC che permettono di andare short o a leva 2 sul medesimo sottostante (il Dow Jones-Ubs Precious Metals Subindex). Novità del 2012 sono anche tre ETC targate Deutsche Bank: il Db Monthly Leveraged Gold Etc (leva 2 sull’oro con ribilanciamento mensile), il Db Monthly Leveraged Silver ETC (long con leva 2 sull’argento) e il Db Monthly Short Silver ETC (short sull’argento).
Essendo gli ETC quotati in euro e i metalli preziosi in dollari Usa, l’investitore risulta esposto al rischio cambio euro/dollaro. Per chi non vuole far dipendere l’investimento dalle fluttuazioni del cambio eur/$, sono presenti alcuni strumenti che permettono di neutralizzare l’effetto valuta, sia in positivo che in negativo. Deutsche Bank propone una serie di ETC su oro, argento, platino e palladio che  investono direttamente sulle materie prime ed al contempo offrono la copertura del rischio di cambio.

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