Tripla A e dintorni, la pattuglia degli ETF rifugio

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Gli ETF permettono di prendere posizione in maniera efficiente sulle obbligazioni governative percepite più sicure come Treasury, Bund o mix di emissioni tripla A
Il G20 di Cannes non è riuscito nell’intento di abbassare l’asticella dell’avversione al rischio che ormai da mesi è sopra i livelli di allerta. Una situazione che ha spinto gli investitori a puntare massicciamente sugli asset percepiti free risk, in particolare i titoli di Stato degli emittenti più affidabili a partire da Stati Uniti e Germania. Gli ETF permettono di prendere posizione su questi titoli di stato dal basso profilo di rischio. Con una sola operazione si investe su un indice diversificato di titoli obbligazionari. Lo Us ETF Market Monthly Monitor curato da Deutsche Bank mostra come a fine ottobre l’indice Barclays Capital 20+ Year Treasury Bond, a cui è legato un ETF di iShares, vanta un +27% circa nei primi 10 mesi dell’anno, facendo addirittura meglio dell’oro che si è fermato a +20,7% nell’analogo periodo. E oltreoceano le richieste di ETF legati al reddito fisso si sono mantenute molto elevate anche a ottobre (afflussi per 3,81 miliardi di dollari dopo i 5,78 mld di settembre) con però uno spostamento verso le obbligazioni corporate rispetto alle forti richieste di titoli governativi che aveva caratterizzato i mesi di agosto e settembre.
Il porto sicuro dei replicanti su Treasury e Bund
Nonostante la perdita della tripla A da parte degli Stati Uniti in seguito al downgrade decretato da Standard & Poor’s, i titoli di stato statunitensi in questi mesi hanno continuato ad essere percepiti come uno degli asset più sicuri in cui rifugiarsi in periodi di criticità. I forti flussi verso i titoli di stato a stelle e strisce hanno comportato un forte calo dei rendimento dei Treasury scesi a settembre ai minimi storici. Stesso discorso per i Bund tedeschi. Tra gli ETF obbligazionari quotati sul mercato italiano, sono proprio una novità di quest’anno quelli che permettono di “rifugiarsi” nei titoli di stato tedeschi. Sono due i replicanti proposti da Deutsche Bank: il db x-trackers II iBoxx Euro Germany Tr Index ETF e il db x-trackers II iBoxx Euro Germany 1-3 Tr Index ETF. Il primo, in particolare, mostra un interessante sentiero rialzista (+8% negli ultimi 6 mesi) in concomitanza con l’acuirsi delle tensioni sui mercati. L’indice sottostante è composto attualmente da 45 obbligazioni emesse dal governo tedesco relative a tutte le classi di scadenza (duration media di 6,44 anni). I titoli, per essere inclusi nell’indice, devono vantare un ammontare complessivo minimo in circolazione di almeno 2 miliardi di euro e una vita residua minima di almeno un anno alla data di ribilanciamento dell’indice.
Per chi vuole trovare “rifugio a leva” sui titoli governativi tedeschi c’è anche il Lyxor ETF Daily Leveraged Bund che permette di avvantaggiarsi con leva 2 del rialzo del future sul decennale tedesco, incorporando quindi una maggiore reattività (nel bene ma anche nel male) ai movimenti dell’indice sottostante. La performance degli ETF a leva viene calcolata su base giornaliera, pertanto i rendimenti misurati su periodi maggiori di un giorno possono discostarsi da quelli registrati dall’attività sottostante soprattutto in periodi di elevata volatilità. Lyxor propone anche un ETF short sul Future Bund che al contrario si avvantaggia del calo dei prezzi del Future Bund e risulta invece idoneo a uno scenario di distensione delle tensioni sui mercati.
Per investire invece su indici contenenti obbligazioni governative statunitensi ci sono diversi ETF proposti da Credit Suisse, iShares e Lyxor (vedi tabella) che spaziano da scadenze brevi a quelle medio-lunghe. A differenza dei replicanti relativi a indici obbligazionari dell’eurozona, gli ETF legati ai titoli si stato statunitensi espongono l’investitore al rischio cambio euro-dollaro che potrebbe condizionare il rendimento finale dell’investimento.
Il fascino della tripla A
Una valida opzione è rappresentata anche dai fondi passivi che annoverano al loro interno esclusivamente titoli di Stato dei Paesi più virtuosi che vantano il merito di credito massimo da tutte le tre principali agenzie (Moody’s, Standard and Poor’s e Fitch). A Piazza Affari sono presenti tre ETF che replicano indici con i titoli obbligazionari denominati in euro emessi dai governi degli stati membri dell’area euro con un rating AAA. Oltre ai titoli governativi tedeschi, sono presenti anche quelli francesi e in misura minore quelli olandesi, finlandesi, austriaci e lussemburghesi. Oltre a risentire delle dinamiche dei tassi di interesse, che in Europa settimana scorsa sono stati tagliati a sorpresa dalla Bce all’1,25% e sono attesi a livelli molto bassi ancora a lungo, alcuni dei Paesi tripla A, in particolare la Francia, potrebbero andare sotto pressione se l’acuirsi della crisi del debito aumentasse la possibilità della perdita della perdita della tripla A.

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