Cresce l’offerta di ETF a bassa volatilità

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Negli Stati Uniti si stanno diffondendo gli ETF su indici low-volatility che prevedono una distribuzione dei pesi correlata con la volatilità dei singoli titoli. Il PowerShares S&P 500 Low Volatility Fund lanciato lo scorso maggio ha subito riscosso un buon successo raggiungendo i 450 mln di dollari di masse gestite. Gli ETF bassa volatilità di PowerShares prevedono l’aumento del peso nell’indice dei titoli meno volatili, mentre viene ridotto quello dei più volatili. Gli indici replicati dai quattro nuovi ETF low volatilità di iShares presentano performance storiche migliori rispetto ai tradizionali indici sugli stessi mercati. In particolare la sovra performance si denota in contesti molto volatili, con l’Msci Emerging Markets Minimum Volatility Index che nell’ultimo anno ha ceduto solo il 6% rispetto all’oltre -16% dell’MSCI Emerging Markets (dati aggiornati a fine settembre 2011).
“In questo contesto di mercato c’è un crescente interesse nella gestione del rischio e questi nuovi ETF potranno aiutare gli investitori a ridurre il rischio complessivo in un portafoglio pur mantenendo esposizioni azionarie”, ha commentato Darek Wojnar, responsabile per BlackRock dello sviluppo prodotti iShares. ETF a bassa-volatilità verranno proposti oltreoceano anche da Goldman Sachs che ha presentato domanda alla SEC per quotare prodotti a replica passiva sull’azionario Usa che escludono i titoli più volatili considerando il Beta degli ultimi 5 anni (verrà esclusa una quota del 30% dei titoli più volatili, mentre gli altri verranno pesati in base a book value, Roe e dividend yield).  

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