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Industria Usa degli ETF paga sell-off dei mercati, fuga dagli azionari

Scritto il alle 11:16 da Redazione

Da Jackson Hole il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha lanciato segnali di cauto ottimismo sulla possibilità di una ripresa della congiuntura Usa, cercando di allontanare lo spettro di una ricaduta recessiva che aveva portato alla brusca frenata dei mercati nelle primi settimane di agosto. Il violento sell-off dei mercati inevitabilmente ha condizionato anche l’andamento dell’industria degli ETF. Ingenti deflussi hanno riguardato soprattutto i replicanti legati al mercato azionario, mentre sono cresciute le masse dei prodotti obbligazionari e di quelli legati alle materie prime. L’ultima review settimanale curata dal Global Equity Index & ETF Research di Deutsche Bank evidenzia come la settimana chiusa al 19 agosto ha segnato per il mercato statunitense degli ETF l’ingresso “in recessione”, ossia le masse gestite sono scese sotto i livelli di inizio anno. Nel dettaglio
l’asset under management (AuM) risulta in flessione a 982 miliardi di dollari, con un saldo negativo dell’1,3 per cento rispetto ai livelli di inizio 2011.

Fuga dagli ETF azionari, afflussi su bond e commodity 

Dal primo luglio in avanti l’evidenza sul mercato statunitense, di gran lunga il più rappresentativo dell’industria mondiale degli ETF, è stata di deflussi dai prodotti azionari per 8,7 miliardi di dollari (concentrati principalmente nelle prime 3 settimane di agosto), compensati dagli afflussi che hanno contraddistinto gli obbligazionari (+4,5 mld $) e soprattutto quelli legati alle materie prime (+6,2 mld $). Forti tensioni sui mercati che hanno indotto anche a una forte ascesa dei livelli di turnover che nella settimana dall’8 al 12 agosto ha toccato i nuovi picchi assoluti a 872 miliardi di dollari.

La discesa delle masse gestite con ogni probabilità ha riguardato nell’ultimo mese anche l’industria europea degli ETF rendendo più difficile il mantenimento nel 2011 di una crescita a doppia cifra a livello globale. Alla fine del primo semestre le masse gestite globalmente risultavano pari a 1.443 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto ai livelli di fine 2010 con BlackRock che prevedeva un progresso medio del 20-30% annuo e l’AuM  raggiungere i 2 trilioni di dollari nella prima parte del 2012.  

 

 L’SPDR Gold conquista la vetta degli AuM, spodestato lo SPY

Le turbolenze sui mercati sono state accompagnate in queste settimane dal rally forsennato dell’oro che più volte ha aggiornato i propri massimi storici. Ascesa dell’oro che ha comportato forti afflussi verso i replicanti sul metallo giallo. Così le settimane centrali di agosto hanno sancito lo storico sorpasso dell’SPDR Gold Trust ai danni dello SPDR S&P 500, conosciuto con l’acronimo SPY . Il maggior replicante sull’oro fisico è così divenuto anche il più grande al mondo per asset under management quando solo a fine luglio il gap rispetto al celebre SPY era ancora nell’ordine dei 27 miliardi di dollari.

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