ETF swap based, alla ricerca della massima trasparenza

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L’industria degli ETF accelera nel percorso di ricerca di una maggiore trasparenza dei prodotti a replica sintetica. La nuova generazione di ETF swap based  mira ad ovviare alle principali critiche che accompagnano questa metodologia di replica degli indici, ossia la mancanza di trasparenza e la presenza del rischio di controparte. Uno dei punti critici dello sviluppo degli ETF negli ultimi anni è stato proprio quello della minore trasparenza di alcune tipologie di replicanti. Lo scorso mese gli ETF sono finiti sotto la lente del Financial Stability Board (Fsb) e del Fondo Monetario Internazionale. L’organismo  presieduto dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, in un documento dedicato ai problemi potenziali sulla stabilità finanziaria derivanti dalle tendenze recenti degli ETF, ha posto l’accento sulla crescente complessità che caratterizza alcune tipologie di ETF, riferendosi in particolare a quelli a replica sintetica del sottostante. Questi fondi che ricorrono all’utilizzo di derivati (swap), hanno portato a nuove criticità in termini di controparte e rischio collaterale. Il Fsb ha così invitato le autorità preposte a monitorare con maggiore attenzione l’evoluzione del mercato degli ETF e aumentare la trasparenza. Sulla stessa lunghezza d’onda il Fmi che ritiene le attuali restrizioni all’uso di derivati negli ETF a replica sintetica ancora insufficienti per prevenire rischi sistemici in  periodi di stress sui mercati. Inoltre la presenza di replicanti sproporzionatamente grandi rispetto ai loro indici sottostanti rende tangibile il rischio di blackout in alcuni mercati caratterizzati da pesanti trading su ETF.
L’ultimo ETF Landscape di BlackRock ha cercato di dare una risposta ai dubbi avanzati dal Fsb rimarcando come l’UCITS III abbia portato a un maggiore uso dei derivati. “Una maggiore trasparenza è necessaria – sostiene Deborah Fuhr, Global Head of ETF Research and Implementation Strategy di BlackRock – e la Mifid II dovrebbe contribuire a un maggiore livello di individuazione dei prezzi, con spread più stretti e una maggiore trasparenza nella liquidità reale secondaria degli ETF”. Le autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e in Europa stanno prendendo atto della crescente complessità degli ETF che contrasta con la ricerca di trasparenza da parte degli investitori.  “Le autorità di vigilanza e le società di investimento stanno lavorando fianco a fianco per raggiungere un obiettivo comune: maggiore trasparenza dei prodotti, dei modelli e delle metodologie adottate per soddisfare la richiesta da parte degli investitori”, rimarca Emanuele Bellingeri, responsabile di iShares per l’Italia.
A Milano la nuova piattaforma di ETF swap based di iShares
In questa direzione vanno i due nuovi ETF quotati in Italia da iShares. L’iShares MSCI Russia Capped Swap ETF e dell’iShares S&P CNX Nifty India Swap ETF, sbarcati sull’ETFPlus lo scorso 4 maggio e che risultavano già quotati sulla Borsa di Londra, fanno parte della nuova piattaforma iShares di ETF swap-based che punta su una maggiore trasparenza abbinata a un minore rischio di controparte grazie alla presenza di più controparti swap sia sul mercato primario che su quello secondario. Maggiore protezione garantita agli investitori anche dall’overcollateralisation, ossia con il valore complessivo del collaterale sottostante che sarà superiore all’esposizione complessiva di controparte. Per quanto concerne la trasparenza, ogni giorno iShares aggiorna sul proprio sito il paniere del collaterale e degli indici, i differenziali di swap e l’esposizione complessiva agli swap. iShares intende sviluppare principalmente fondi swap-based nei quali l’esposizione non può essere creata in modo efficiente ai sensi della normativa UCITS III utilizzando un approccio basato sulla replica fisica dei titoli. Sono previste tre controparti, RBS, UBS e Credit Suisse, con la possibilità che si possano annoverare altre controparti. La prima opzione di iShares rimangono comunque gli ETF a replica fisica, ritenuti i più efficaci ed efficienti per gli investitori interessati alle asset class tradizionali.

iShares S&P CNX Nifty India Swap ETF
Questo fondo replica l’andamento dell’S&P CNX Nifty India Index, indice che rappresenta il mercato azionario indiano e include 50 aziende quotate alla Borsa Nazionale Indiana, pari a circa il 60% della sua capitalizzazione. Non è prevista la distribuzione dei dividendi che vengono direttamente reinvestiti nel fondo. A livello settoriale a primeggiare sono i titoli bancari (19,4%) e quelli tecnologici (14,3%). L’indice viene ribilanciato ogni trimestre. Attualmente nessun singolo titolo arriva al 10% di peso sul totale con Reliance Industries (9,8%) e Infosys Technologies (9,1%) che risultano i titoli maggiori. Tra i fattori di rischio spicca principalmente quello derivante dalla fluttuazione del rapporto di cambio tra la valuta dei titoli che compongono l’indice (rupia indiana) e la valuta di riferimento dell’investitore (l’euro).
iShares MSCI Russia Capped swap ETF
Permette di investire nelle società che, per capitalizzazione, rappresentano l’85% circa del mercato azionario russo. Il peso della società maggiore non può superare il 30%. Se nel trimestre il peso di una società supera il 35%, viene ridotto al 30%, mentre il peso di qualsiasi altra società è limitato al 20%. A livello settoriale spicca la preponderanza di azioni energetiche, che superano la metà del totale (54,8%), seguite a distanza da materiali di base (16,4%) e bancari (14,8%). Il colosso energetico Gazprom da solo pesa per il 26,9% sull’indice. La presenza maggioritaria di azioni del comparto energetico rende pertanto l’investimento in questo ETF consigliato in periodi di aumento della domanda di energia e materie prime. Tra i fattori di rischio c’è anche quello derivante dalle fluttuazioni del rapporto di cambio euro/rublo.

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