ETF Bond: cresce l’interesse verso gli high yield

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Negli anni la gamma di indici su prodotti obbligazionari a disposizione degli investitori si è  progressivamente ampliata con l’industria degli ETF che denota un costante aumento dei prodotti per chi vuole puntare sul reddito fisso. L’offerta prevede prodotti sempre più efficienti e specifici e la possibilità di prendere posizioni su qualsiasi tipologia di prodotto obbligazionario. Inoltre stanno prendendo piede anche gli ETF strutturati, ossia fondi gestiti in modo da perseguire rendimenti inversamente correlati con l’andamento dell’indice sottostante che permettono di esporsi in modo inverso sul mercato obbligazionario.
Risulta sostanziale la differenza tra l’investimento in singole obbligazioni e quello in strumenti come gli ETF. Questi ultimi permettono con una sola operazione di investire su un diversificato paniere di titoli obbligazionari. Acquistando una singola obbligazione invece l’investitore si lega formalmente all’emittente sopportando totalmente il rischio legato alla solvibilità dello Stato o della società che ha emesso quei titoli. Altra fondamentale differenza è nella duration. Col passare del tempo la vita residua (duration) dell’obbligazione diminuisce fino ad azzerarsi alla scadenza. Di contro negli ETF obbligazionari gli indici vengono periodicamente aggiornati con la duration del fondo che rimane sostanzialmente costante.
ETF Bond: gli investitori preferiscono l’alto rendimento, deflussi dai governativi
Le tendenze di inizio 2011 sul mercato degli ETF evidenziano la propensione degli investitori a guardare a investimenti più redditizi. Risultano pertanto forti gli afflussi sui bond societari ad alto rendimento, mentre soprattutto a febbraio si è denotato un minore appeal dei prodotti governativi. A livello globale le masse gestite per quanto concerne gli ETF/ETPs sul reddito fisso risultano in crescita nei primi 2 mesi del 2011. I replicanti legati al reddito fisso (compresi i prodotti liquidità) rappresentano il 15,5% del totale delle masse gestite dell’industria degli ETF con asset under management (AuM) complessiva di 212,5 miliardi di dollari, in crescita del 2,5% da inizio anno (che si confronta con il +4,3% medio del mercato degli ETF). Considerando i primi 2 mesi del 2011, l’ultimo ETF Landscape curato da BlackRock evidenzia afflussi globali sui replicanti legati al reddito fisso pari a 3,2 miliardi di dollari. Nel dettaglio si denotano forti afflussi per i prodotti “high yield” con le masse gestite su questa tipologia di prodotti che risulta in aumento di 1,9 mld. Sono invece prevalsi i deflussi per gli ETF sui bond governativi (AuM in calo di 0,9 mld di dollari) con l’inversione di tendenza soprattutto nel mese di febbraio che ha evidenziato deflussi dagli indici sui titoli governativi per 1,1 mld. Guardando ai principali mercati, negli Stati Uniti gli afflussi da inizio anno risultano pari a 3,8 mld di dollari (deflussi per 0,1 mld dagli ETF bond governativi), mentre in Europa a prevalere sono i deflussi per 0,7 mld (-1,7 mld per quelli governativi). Da notare che in Europa il reddito fisso occupa una fetta maggiore nei portafogli degli investitori, con un totale del 19% del totale degli asset rispetto al 14,2% risultante negli Usa.
Gli ETF bond high yield per gli investitori di Piazza Affari
Negli ultimi mesi il segmento ETFPlus di Borsa Italiana dedicato ai prodotti obbligazionari ha visto l’arrivo di due nuovi fondi su indici di obbligazioni high yield. Lo scorso mese Lyxor ha portato a Milano un ETF bond high yield che replica l’indice Markit su obbligazioni societarie ad alto rendimento denominato Markit iBoxx EUR Liquid High Yield 30 Index. L’indice è composto dalle 30 maggiori e più liquide obbligazioni societarie non finanziarie, denominate in Euro, con rating non-investment grade (da BB+ a CCC-), con un ammontare di almeno 500 milioni di euro. Il peso di ogni emittente non può essere superiore al 5% e gli emittenti possono essere costituiti all’interno o all’esterno dell’Area Euro. Il TER risulta dello 0,45%.
Risale invece alla fine del 2010 la quotazione dell’Ishares Markit Iboxx Euro High Yield (Ter dello 0,50%) che prevede la replica fisica del Markit iBoxx Euro High Yield Bond Index. L’indice include solo le obbligazioni con un ammontare minimo di capitale in circolazione di 250 milioni di euro con una scadenza iniziale compresa tra 2 e 10,5 anni. Per soddisfare i criteri di diversificazione, il peso di ogni emittente è limitato al 5%.
Entrambi presentano un costo annuo superiore alla media dei prodotti obbligazionari che risulta dello 0,17% in Europa. Tra i fattori di rischio spicca quello legato alla possibile revisione al ribasso del rating di credito delle varie società presenti nell’indice. Inoltre sussiste il rischio che l’ETF segni una performance inferiore rispetto a quella dell’indice sottostante. Il cosiddetto tracking error dipende da diversi fattori e tende ad aumentare negli ETF che replicano indici su obbligazioni high yield. Una sottoperformance che si può spiegare con la tradizionale illiquidità delle obbligazioni corporate che rende difficile il compito dell’ETF di replicare fedelmente l’indice. Il tracking error viene inoltre influenzato, in generale, da fattori quali la volatilità del mercato e la minore trasparenza dei prezzi dei bond.

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